Sisma L’Aquila, Cassazione: secondo no all’imprenditore che rideva

di Redazione | 16 Settembre 2020 @ 12:06 | CRONACA

L’AQUILA – La Cassazione dice ancora No, come nell’aprile del 2019, all’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli, condannato in via definitiva a due anni e otto mesi per corruzione nella vicenda della Scuola marescialli di Firenze, alla richiesta di affidamento ai servizi sociali. L’ingegnere era stato intercettato il giorno dopo il sisma de l’Aquila del 2009, mentre rideva parlando degli affari della ricostruzione.

I giudici non hanno obiettato i dubbi espressi dai colleghi sull’effettività dell’attività lavorativa che Piscicelli sostiene di svolgere presso la sua compagna, la principessa Sofia Borghese. 

Nulla che oggettivizzi il lavoro svolto alle dipendenze della propria compagna. “Resta evanescente, come riscontrato, il tipo di impegno svolto descritto come di consulenza esterna senza che sia precisata la consistenza delle relative mansioni, il luogo di svolgimento, la protrazione dell’impegno tanto che l’atto di affidamento dell’incarico menziona la prestazione di attività presso il punto di vendita di Orbetello e presso l’immobile della Borghese sito in Roma cui il De Vito Piscicelli da detenuto domiciliare non può avere accesso”, riassume la Cassazione nel solco del precedente verdetto”, così la sentenza.



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