Pubblicità e concorrenza sleale, sospeso dalla professione un dentista

di Redazione | 15 Febbraio 2021 @ 07:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Pubblicità e concorrenza sleale sospeso dalla professione un dentista. Una sentenza della Corte di Cassazione, ha respinto il ricorso di un dentista contro la sua sospensione dall’esercizio della professione. Il professionista era direttore di una struttura low cost che veniva pubblicizzata, anche in tv, come una clinica. Una chiara violazione del codice deontologico. Al dentista veniva infatti contestata la violazione di diversi articoli del codice: la lesione del decoro della professione, il divieto di accaparramento, il divieto di concorrenza sleale.

Un medico, infatti, non può avere come scopo quello di accaparrarsi i pazienti.

Anche la tipologia di pubblicità era vietata dal codice. La pubblicità può infatti configurarsi solo come presentazione dell’attività che si svolge e dei titoli professionali che permettono di farlo.

Pubblicità e concorrenza sleale sospeso dalla professione un dentista

La Cassazione ha quindi respinto il ricorso contro la decisione adottata dai probi viri della Commissione odontoiatri dell’ordine locale. Il ricorrente contestava anche la stessa legittimità della Commissione. Questione irrilevante per la Suprema corte che ha ritenuto la Commissione disciplinare per i professionisti iscritti all’albo degli odontoiatri una logica conseguenza della creazione dell’Ordine professionale (legge 409/1985). 



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