Inps Abruzzo, presentato il rendiconto sociale
di Redazione | 12 Marzo 2021 @ 08:16 | ATTUALITA'
Il resoconto sociale è l’evento con cui l’Inps da contezza pubblica, alla comunità Abruzzese, del proprio operato; questo significa fornire dati e informazioni sul sistema di protezione sociale. I dati sono tanti (perché l’Inps è una miniera di dati) e idonei, a mio avviso, a fornire uno spaccato, sotto determinati profili, dell’economia locale.
I dati di questo evento riguardano il 2019 ma c’è pure, in alcuni settori, qualche anticipazione del 2020. Il riferimento al 2020 non è solo per dare più attualità al nostro evento ma anche per dare contezza dello sforzo
immane che l’Inps Abruzzese, con le sue articolazioni territoriali, ha saputo effettuare a fronte della situazione emergenziale causata dalla pandemia. Questa ha causato un’ondata gigantesca di domande di protezione sociale. l’Inps Abruzzo, pur se ci sono stati casi con ritardi e difettosità nelle prestazioni, è riuscito a rimanere a galla e a non farsi travolgere.
2) Il personale dell’Inps abruzzeseLe unità di personale in servizio presso le sedi Inps abruzzesi erano, alla fine del 2019, n 799 con una età
media di oltre 56 anni a prevalenza femminile (poco oltre il 60%). L’analisi della distribuzione per fascia di
età (cfr Tab.6) vede l’81,4% del personale collocato nella fascia oltre i 50 anni di età, con una incidenza
percentuale più elevata nella fascia oltre i 60 anni.
A fine 2020, il personale si è ridotto a 731 unità, per pensionamento di vecchiaia o anticipato, dunque di 68
unità, pari all’8,5% del personale complessivo.
Nonostante questa riduzione di unità di personale dipendente, la produttività media mensile individuale,
nel 2020, è aumentata di quasi 12%; ciò per eccezionale lavoro di squadra che il personale ha saputo
effettuare durante il periodo del lockdown e nel lungo periodo emergenziale ancora in atto.
3) Situazione complessiva del sistema di protezione sociale, assicurato dall’Inps, in Abruzzo:
Su una popolazione residente in Abruzzo, ad inizio 2019, di 1.311.580 abitanti e una popolazione attiva di
793.000 (persone di età compresa tra 15 e 64) abbiamo a fine 2019:
• 431.963 lavoratori iscritti alle varie gestioni previdenziali Inps del settore privato di cui:
• 320.098 lavoratori dipendenti, circa il 74% degli iscritti complessivi
• 12.918 coltivatori diretti e iap
• 35.424 artigiani
• 48.043 commercianti
• 15.480 lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata
La raccolta contributiva nel 2019 delle predette gestioni previdenziale è stata di poco oltre 1,8 miliardi di euro.
Sul settore pubblico si ha una presenza di 77.806 lavoratori pubblici che comporta un flusso contributivo di
871 milioni di euro.
Sul lato dei flussi finanziari in uscita abbiamo:
319.933 pensioni del settore privato che comportano un flusso finanziario di circa 3,3 miliardi annui;
100.247 prestazioni assistenziali (per un ammontare annuo di 530 milioni di euro) di cui:
• 80.310 per pensioni di invalidità civile e indennità di accompagnamento
• 19.937 per assegni sociali
74.919 pensioni del settore pubblico con un flusso finanziario annuo di 1,72 miliardi di euro
20.332 redditi di cittadinanza con un flusso finanziario di circa 120 milioni di euro
A ciò vanno aggiunti le prestazioni per gli ammortizzatori sociali (Naspi, DSAgricola, Cig,)
4) Popolazione attiva e numero di iscritti all’Inps
A gennaio 2019, la popolazione attiva abruzzese era di 793 mila persone; alla fine del 2019, risultano iscritti all’Inps n 431.963 lavoratori di cui il 74% come lavoratori dipendenti del settore privato, cioè 320.098; il restante 26% (cioè 111.865 lavoratori) risultano lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti e piccoli imprenditori agricoli) e lavoratori iscritti alla gestione separata (cococo, professionisti senza cassa previdenziale, amministratori ecc….).
E’ importante rilevare relativamente agli iscritti alle Gestioni previdenziali speciali degli artigiani e commercianti che gli incassi per contributi previdenziali c.d. “fissi” segnano invece una flessione nel 2019 (-2,87% e – 1,67%); ciò è da attribuire ad un maggior numero di cessazioni a fronte di nuove iscrizioni di piccoli Artigiani e Commercianti.
Gli scostamenti invece positivi degli incassi (+ 9,37% e + 18,22%) per contributi calcolati sul reddito eccedente il minimale (c.d. “a percentuale”), mettono, invece, in evidenza l’incremento degli imponibili contributivi dichiarati da soggetti che svolgono attività che sono caratterizzate da un maggior volume d’affari.
L’aumento della contribuzione derivante dagli iscritti alla cd gestione separata è dovuto probabilmente ad un ampliamento della platea dei lavoratori destinatari di tale contribuzione e all’aumento dell’aliquota contributiva.


