Fontesecca, di nome e anche di fatto, e le altre. A che punto siamo?

di Alessio Ludovici | 14 Maggio 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Non c’è pace per la piazza di Fontesecco. La scorsa estate c’era stata l’inaugurazione della fontana, restaurata grazie all’impegno dell’Unpli L’Aquila, l’unione delle Proloco, e l’Unpli abruzzese e nazionale. Quel giorno l’acqua zampillava dalla fontana ma è rimasta attiva solo per poco. Oggi è più secca della sete. Diversi cittadini ci hanno chiesto di fare un appello al Comune per la sua rimessa in funzione.

A nove mesi dall’inaugurazione la fontana desolatamente spenta è un danno di immagine. Ma sarà anche un servizio in meno per i tanti turisti che si affanneranno con il caldo nella direttrice Centro – Borgo Rivera. L’anno scorso in tanti chiedevano se l’acqua fosse potabile. Quella fontana è una sosta per trovare po’ di refrigerio, un piccolo servizio, oltre a quelli generosamente offerti dai cittadini e dalle attività di Fontesecco.  

Il restauro, costato circa 38mila euro, frutto delle donazioni delle Pro Loco di tutta Italia, ad oggi rimane quindi una piccola incompiuta. 

Sul Centro dell’anno scorso leggiamo una dettagliata cronaca di quella inaugurazione, il virgolettato è degli organizzatori:  “Il taglio del nastro tricolore sarà sicuramente un momento che segnerà la rinascita di un intero quartiere, quasi completamente ristrutturato, che ridarà la giusta dignità a quei cittadini che potranno tornare a rivedere zampillare l’acqua dalla loro fontana monumentale e che consentirà loro di tornare alla normalità che avevano prima di quella terribile notte che ha spento non solo molte vite, ma anche lo spirito di un’intera città. Le Pro loco d’Italia hanno un grande cuore e in ogni emergenza danno il loro meglio e speriamo che questa iniziativa sia di sprone per altre realtà associative al fine di aiutare L’Aquila a rinascere”. Auspici lodevoli, rimasti lettera morta, ma c’è il tempo di rimediare qui e altrove. 
Del resto non se la passano bene neanche altre fontane cittadine. Quella di Santa Margherita, ad esempio, a cui è stato fatto il piacere di zampillare, avrebbe bisogno di quel minimo di manutenzione affinché non si rovini il ben fatto. 
Luci e ombre, invece, sul fronte “fontanelle”. Qualcosa migliora, anche grazie alle battaglie del Gruppo di Azione civica Jemo ‘Nnanzi che ne ha più volte chiesto la tutela. Quella a San Bernardino, che era stata buttata giù dai vandali, è stata ripristinata come promesso e manutenzioni sono state svolte su alcune fontanelle, come quella della Villa. Ci segnalano, invece, che ancora è spenta quella in pietra nel Parco del Castello, molto utilizzata, mentre è inaccessibile a molti, essendo circondata di fango e terreno sconnesso, quella sotto il grande platano in zona auditorium. L’auspicio è di provvedere, l’estate è alle porte. 

La fontana zampillante nel giorno dell’inaugurazione

Le condizioni delle fontane oggi



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