L’UNIVAQ presenta lo studio di ricerca applicata sulla Blockchain

Comunicato congiunto tra L'Università di L'Aquila e Armundia Group

di Redazione | 05 Ottobre 2021 @ 12:37 | TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
univaq Sede Rettorato Camponeschi XXXI edizione della rassegna “MUSICA E LETTERATURA”

SALAMANCA – La comunità scientifica internazionale che studia l’utilizzo della blockchain e dell’intelligenza artificiale ha accolto lo studio realizzato da Armundia Group e dal Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica (DISIM) dell’Università dell’Aquila sul tema del post-trading finanziario delle transazioni con derivati OTC.

Nel corso della terza edizione del congresso che si tiene a Salamanca (Spagna) dal 6 all’8 ottobre 2021, verrà illustrato il lavoro della partnership italiana in grado di offrire evidenti vantaggi in termini di riduzione di errore, rapporto con i regulator, funzioni di repository ed elevata automazione, oltre che di velocità nella validazione delle operazioni. Tale applicazione ha ricadute positive sui flussi di lavoro e sulla gestione ottimizzata delle risorse umane liberate da operazioni manuali e ripetitive.

Oggi, i contratti derivati OTC (Over-the-Counter Derivative), ossia le operazioni negoziate direttamente tra due parti contraenti fuori dai mercati regolamentati, offrono molte opportunità a intermediari e consulenti finanziari perché hanno il vantaggio di essere particolarmente personalizzabili e molto più flessibili rispetto a titoli e derivati standardizzati negoziati nei mercati regolamentati. Tuttavia, nella maggior parte delle organizzazioni bancarie private, questo tipo di transazioni viene eseguita manualmente da operatori specializzati, con possibile rischio di errore umano.

È proprio la caratteristica del rischio che ha spinto Armundia Group a chiedere uno studio all’Università dell’Aquila sulla possibilità di automazione delle transazioni con derivati OTC, per annullare le criticità che si possono verificare nel credito, nella liquidità, nell’aspetto legale, nella custodia e nell’operatività.  In un ambiente di “Distributed Ledger Technology”, infatti, si potrebbe risolvere il problema della mancanza di trasparenza tipica di questi prodotti finanziari: spesso la negoziazione non segue una procedura standard e si procede anche per semplice via telefonica. Nello scenario attuale i cosiddetti derivati OTC rappresentano più del 70 per cento del volume degli scambi del mercato europeo, dato che le Borse tendono a sottostimare considerato che si tratta di scambi non intercettati dalle statistiche ufficiali.



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