Checkmate! Bridge – Un fit problematico

di Enrico M. Rosati | 31 Ottobre 2022 @ 06:15 | CHECKMATE
Un Fit problematico

Il contratto di manche con atout Cuori o Picche è il preferito dai bridgisti: con dieci prese contro tre si raggiunge e si supera il punteggio richiesto per ottenere il premio di partita. Il 3 SA richiede una presa di meno (solo nove) ma non c’è difesa contro le vincenti di rango e di lunga degli avversari; quella a colore minore porta ad un livello molto alto (undici prese), con impegno difficile da mantenere: a quel punto spesso conviene rischiare il piccolo slam, se possibile. Questa maggior convenienza dei contratti con atout nobile ha portato all’attuale prevalenza dei sistemi licitativi a “quinta nobile”, che previlegiano la ricerca di un fit di almeno otto carte nei colori maggiori. Se il fit è solo ottavo, la ripartizione migliore è la 4-4, ma in sua mancanza è decisamente accettabile la 5-3, più frequente: le aperture a Cuori o Picche con colore almeno quinto danno il vantaggio di svelare immediatamente questo tipo di fit. È discretamente frequente anche il gioco a colore con fit 6-2: il palo sesto garantisce prese di lunga, ferma le vincenti avversarie nei propri pali corti e conserva la sufficiente differenza numerica (8 contro 5) tra i propri atout e quelli avversari. Queste tre diverse ripartizioni degli atout tra mano e morto non sono equivalenti, né come opportunità né come pericoli, e ciò porta frequentemente a giochi particolari per difendersi da cattive distribuzioni degli atout avversari. Non bisogna dimenticare che un resto di cinque carte può ripartirsi solo in tre modi: 3-2, 4-1 e 5-0. Mentre la 3-2 ha una probabilità a priori del 67,8%, la 4-1 con il suo 28,3% non può essere considerata rara, capitando circa ogni tre o quattro mani giocate a colore con fit ottavo. Meno importante è la 5-0, sia perché rara (3,9%) sia perché spesso non ci sono modi per neutralizzarla. Un fit 5-3 fa pensare a distribuzioni del colore quali 5-3-3-2 e 5-3-4-1 e la differenza tra le due non è grande: le probabilità a priori sono rispettivamente del 15,52% e 12.93%. Un fit 6-2 è ancora più preoccupante: la distribuzione 6-3-2-2 ha un 5,65% e la 6-2-4- 1 il 4,70%: il che significa che in quasi il 45% dei casi di fit 6-2 i resti sono distribuiti 4-1; la 6-5-2-0 ha lo 0,65%, quindi è praticamente ininfluente. C’è nel bridge una empirica “legge di simmetria” per cui i giocatori ritengono che una mano sbilanciata (9 o più carte in due pali e 4 o meno negli altri due) comporti spesso che lo siano almeno altre due; anche per questo le probabilità nel bridge sono più spesso condizionate che a priori. Conclusione: quando giochiamo a colore con un fit 6-2 dobbiamo pensare a come premunirci da resti 4-1, con quarta che può essere prima o dopo la nostra sesta. La mano seguente mostra un esempio di come questa previsione di una cattiva distribuzione dei resti può suggerirci una manovra che accresce le probabilità di realizzazione del contratto.

Un fit problematico

Il piano di gioco più semplice pone l’assunto che il Re d’atout sia in Est, sotto impasse, altrimenti il contratto sarebbe infattibile. Con quattro prese nei colori laterali, non incrementabili, bisogna incassare sei Cuori (atout), quindi non pagare il Re. Fissato il Re d’atout in Est, esso è catturabile con due impasse se originariamente terzo, ma non se quarto o quinto; la soluzione può venire solo da una riduzione che prepara un colpo d’atout, nel quale il terzo impasse viene dal gioco di un altro colore. Così realizziamo 10 prese aggiungendo alle probabilità della ripartizione 3-2 anche quelle della 4-1 e della 5-0, a condizione che Est possieda almeno una Cuori, due Quadri ed una Fiori. Il timing normale è il seguente: preso l’attacco, si gioca un primo impasse contro il Re d’atout e se riesce si risale al morto con l’Assi di Quadri per ripeterla. Se ora si scopre la ripartizione 4-1 dei resti, il rientro di Re di Quadri va usato per tagliare una Fiori, poi quello di asso di Cuori per tagliarne un’altra. La lunghezza in atout è stata ridotta quattro volte e in mano è rimasta la forchetta di Asso e Donna, contro il Re secondo in Est. Ora si gioca una delle tre scartine perdenti della mano: la difesa incasserà tre prese, ma poi dovrà permettere di incassare la Donna d’atout. È però possibile una diversa sequenza di gioco, che può dare la possibilità di vincere anche con il Re d’atout fuori impasse. Anticipato un primo taglio a Fiori, riducendo la mano a cinque atout, poi si usano gli altri tre ingressi al morto per tagliare altre due Fiori ed una Quadri. Questo è il timing: preso l’attacco con l’Asso di Fiori, si gioca ancora nel colore per un taglio di mano: prima riduzione d’atout. Saliti al morto con l’Asso di Quadri, si gioca ancora Fiori per il taglio dalla mano. Ancora Quadri per il Re e piccola Quadri per un altro taglio dalla mano. Infine Cuori per l’Asso e ultima Fiori per un ulteriore taglio. La lunghezza in atout della mano è stata ridotta quattro volte ed in mano è rimasta la forchetta Asso e Donna. Ora si gioca una cuori e si aspetta che gli avversari permettano di tentare d’incassare la Donna d’atout; cosa che è certa se il Re è in Est (sotto impasse) o se Ovest non è mai in grado di surtagliare e subisce una messa in presa nel finale (ad esempio, con Re terzo d’atout).



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