Veglia diocesana di Pentecoste
di Fra Piero Sirianni | 31 Maggio 2023 @ 05:07 | CREDERE OGGI
Sabato scorso, nella chiesa di santa Rita, abbiamo vissuto insieme la veglia di Pentecoste, animata dai giovani della diocesi, dal coro diocesano “San Massimo”, dalle religiose e dai religiosi, e presieduta dal nostro vescovo ausiliare mons. Antonio D’Angelo.
La veglia ha visto una sua prima parte nell’ascolto della Parola di Dio e nel pensiero omiletico del vescovo; in seguito ci siamo recati all’esterno della chiesa, per vivere un momento di preghiera – intorno al cero pasquale – accendendo le candele e chiedendo i doni dello Spirito santo: l’amore, la gioia, la pace, la pazienza, la benevolenza, la bontà, la fedeltà, la mitezza, il dominio di sé.
La liturgia della Parola, facendoci ripercorrere parte della storia della salvezza, ci ha fatto scoprire come la persona umana che si lascia guidare dallo Spirito di Dio riceve quella libertà filiale che permette di vivere il proprio carisma nella piena comunione con gli altri fratelli e le altre sorelle, nell’unico e multiforme corpo ecclesiale.
Pensare allo Spirito santo ci rimanda all’armonia, al soffio, all’opera di Dio, al fuoco che purifica, alla forza che entusiasma la missione. La liturgia di Pentecoste, celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua di Risurrezione del Signore Gesù Cristo, ci fa prendere consapevolezza del filo rosso della salvezza, che attraversa la storia mondana; e, ancora più profondamente, ci ricorda che solo nella comunione e nella fraternità viviamo pienamente la vita e la vocazione cristiane. Più tendiamo a essere un unico corpo, maggiormente rispondiamo alla preghiera di Gesù: «perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17,11). Dove c’è disunione, cresce la discordia e la confusione impera sovrana.
Durante la veglia, il vescovo ha pregato a nome di tutta l’assemblea: «fratelli e sorelle, nella notte di Pentecoste, la nostra Chiesa invoca con fiducia il dono dello Spirito santo e dei suoi frutti: il Paràclito sia la luce nella notte, la forza nella prova, la gioia nell’attesa»; siano questi anche i nostri aneliti, affinché ognuno di noi possa essere inviato nella testimonianza e nella missione; confermato dalla grazia dello Spirito e incoraggiato dal camminare insieme a tanti fratelli e sorelle verso l’unica meta del regno divino ed eterno.
La liturgia della Chiesa ci invita ora a vivere il Tempo Ordinario, rivivendo la Pasqua del Signore domenica dopo domenica; ci convoca in assemblea e ci invia quali messaggeri di speranza per le strade del mondo e nella vita quotidiana. Edifichiamo – dunque – legami d’amore e di bontà, nella comune appartenenza al regno di Dio.





