Telefoni cellulari in aula: una questione complessa da affrontare
di Enrico M. Rosati | 25 Agosto 2023 @ 05:20 | UTILI
L’AQUILA, Telefoni cellulari in aula: una questione complessa da affrontare. Mentre ci prepariamo per un altro anno scolastico, è il momento di riflettere su come possiamo educare al meglio i nostri studenti per un mondo sempre più digitale. Il dibattito sui telefoni in aula, credo, debba nascere con la premessa che il ruolo della scuola è quello di preparare gli alunni ad essere adulti consapevoli e pronti ad affrontare la vita che hanno davanti. Nel 2023, pensare di bandire un oggetto che ormai fa parte dell’identità dell’adolescente dall’aula potrebbe non avere gli effetti sperati. Il motivo principale per cui ad oggi è difficile pensare di bandire i telefoni dall’aula è che il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nel tentativo di farlo, non ha dato indicazioni su quale debba essere la punizione per chi contravviene le regole e utilizza il cellulare in classe. Una circolare che non predispone delle misure punitive per coloro che la contravvengono può ben immaginare che lascia il tempo che trova.
Mentre ci avviciniamo al ritorno a scuola a settembre, un argomento ricorrente ritorna nel dibattito pubblico: dovremmo bandire i telefoni cellulari dalle aule scolastiche? Per rispondere a questa domanda, io credo sia necessario iniziare da un altro interrogativo.
I cellulari avranno un ruolo sempre più importante nella vita futura dei ragazzi?
Se la risposta è no, chiaramente, è giusto bandirli dall’aula, ma se – come credo – siamo tutti convinti che il cellulare giocherà sempre un ruolo più importante per gli adulti del domani, bandirli potrebbe essere un modo facile di scansare una responsabilità della scuola di non rinnovarsi e non affrontare le tematiche chiave del futuro che aspetta i nostri giovani. È chiaro che gli smartphone sono diventati uno strumento onnipresente nella vita quotidiana, compresa la vita degli studenti. Sono utilizzati per comunicare, lavorare e giocare. Ma mentre la loro utilità è indiscutibile, il loro posto nell’aula è ancora oggetto di dibattito.
Coloro che sostengono il divieto affermano che i telefoni cellulari possono essere una distrazione per gli studenti. Invece di concentrarsi sulle lezioni, gli studenti potrebbero essere attratti dai social media, dai giochi o dai messaggi dei loro amici. Inoltre, c’è la preoccupazione che l’uso del cellulare possa portare a problemi come il cyberbullismo.
Allo stesso tempo, però, ci sono coloro che vedono valore nell’integrazione degli smartphone nell’ambiente di apprendimento. I telefoni possono essere strumenti di apprendimento potenti, che offrono accesso immediato a risorse online, applicazioni educative e strumenti di collaborazione. Possono anche essere utilizzati per personalizzare l’apprendimento, permettendo agli studenti di esplorare argomenti a loro ritmo e in base ai loro interessi.
Inoltre, c’è l’argomento che bandire i telefoni non affronta il problema reale. Gli studenti devono imparare a gestire le distrazioni e a utilizzare responsabilmente la tecnologia, competenze che saranno essenziali nel mondo del lavoro del futuro. Invece di bandire i telefoni, alcune persone suggeriscono che dovremmo insegnare agli studenti come usarli in modo produttivo.
Se si immagina una classe in cui non si vieta il telefono, ma nemmeno si utilizza per coinvolgere gli alunni durante la lezione – anche con l’ausilio di programmi come Canva, Kahoot! – allora potrebbe avere senso bandire il telefono, in quanto questo è solo un oggetto che provoca distrazione. Ma se, come dovrebbe accadere, il docente prepara la lezione a casa o meglio fa preparare agli studenti (Flipped Classroom), predispone l’attività in aula in modo tale che l’utilizzo del telefono è necessario per partecipare ed ottenere un voto di partecipazione, la situazione cambia radicalmente.
Il cyberbullismo è uno dei temi al cuoredella società del 2023, e sconfiggerlo è una priorità. Il modo principale per farlo – oltre agli incontri con i carabinieri e le forze dell’ordine che si tengono ogni anno – potrebbe essere insegnare ai ragazzi il rispetto per il prossimo e che l’identità digitale non è diversa da quella reale. Di conseguenza, un’offesa sui social può portare a serie conseguenze che intaccano l’individuo oltre che la persona digitale.
Chiaramente, la decisione di bandire o meno i telefoni dalle aule non è semplice e dipende da una varietà di fattori, tra cui l’età degli studenti, le politiche della scuola e le risorse disponibili. Ma bisogna sottolineare quanto sia responsabilità di ogni docente quella di entrare in aula con un piano d’azione che vede questi oggetti al centro della lezione, e non strumenti di mera distrazione, in quanto gli alunni considereranno il telefono allo stesso modo in cui lo fa il professore.


