Seconda farmacia in centro, scontro in commissione territorio

di Alessio Ludovici | 28 Settembre 2023 @ 06:00 | POLITICA
piano delle farmacie l'aquila

L’AQUILA – In commissione territorio, su richiesta di Paolo Romano, si è discusso del nuovo piano delle farmacie. Il piano, ne abbiamo parlato qui con l’assessore De Santis, è in via di ultimazione, poi andrà in conferenza dei servizi con Ordine dei Farmacisti, Regione e Asl.

Serve ad aggiornare il vecchio, e ormai superato, piano del 2016. Il nodo principale da sciogliere è quello delle farmacie in centro.

L’Aquila ha 22 slot, già uno in più di quanto prevede la normativa in base alla popolazione e il nuovo piano individua gli ambiti e i bacini di utenza di ciascuna sede farmaceutica. Ma la situazione di fatto, venutasi a creare dopo il sisma, determina gran parte del piano. 

Il ventiduesimo slot, ancora da assegnare, era già previsto a Sassa e con le gare per l’assegnazione in corso non può essere toccato. I primi quattro interpelli però sono andati deserti, lì vicino del resto c’è la farmacia di Scoppito e probabilmente lo slot di Sassa non è considerato appetibile. Se va deserto anche il quinto interpello lo slot torna in un calderone regionale, rischiamo di perderlo insomma. 

Le altre 21 sedi farmaceutiche sono per lo più il frutto delle rilocalizzazioni post sisma e nessuno, al momento, sembra disposto a volersi spostare in centro dove una farmacia già c’è ma, sostengono in tanti, ne servirebbe una seconda posto non tanto il numero di residenti, ma quello complessivo di domiciliati, di attività, uffici e strutture ricettive presenti.

Il nuovo piano consente alle farmacie limitrofe al centro di spostarsi in centro, ma richieste in tal senso, ce lo avevano confermato gli uffici, non sono arrivate. Anche Afm, la municipalizzata delle farmacie, sembra poco propensa a spostare una sua comunale in centro. Piuttosto, questo il ragionamento emerso ieri in commissione, sarebbero disposti ad aprire una nuova farmacia, una sede farmaceutica in deroga da richiedere alla regione.

E’ proprio su questa ipotesi che ieri si è fatto più pungente il confronto tra maggioranza e opposizione. La giunta, e la Lega con il consigliere Ferella, ritengono l’ipotesi della deroga non praticabile, avendo già uno slot in deroga a Sassa, peraltro non ancora assegnato.Per il centro, questo il ragionamento, meglio attendere che sia una farmacia esistente a spostarsi magari. 

Di tutt’altro avviso il centrosinistra che proprio in considerazione del più che probabile giro a vuoto dell’ultimo interpello di Sassa, chiede di tentare la strada della deroga. Centrosinistra che annuncia un’iniziativa in consiglio comunale proprio per percorre questa strada.

 
 

“La posizione dell’amministrazione – le parole di Romano – è che la seconda farmacia in centro non serva e non sarà aperta. Le motivazioni sono il numero esiguo di residenti che secondo quanto ci è stato riferito sono 2600 e la presenza sufficiente di una unica farmacia: ci hanno detto che il centro storico non può avere più di quanto abbiano le frazioni e che il residente del centro, qualora trovasse chiusa l’unica farmacia, può ben prendere la macchina e andare altrove. Siamo stati persino invitati a non “pensare sull’onda dell’emotività”.
 Per me non è emotività: si chiamano servizi minimi essenziali che il centro storico di un capoluogo deve avere: a dirlo non sono io ma il residente, l’esercente, il turista, l’universitario, il dipendente pubblico. Sono necessità che provengono dal territorio a cui una amministrazione pubblica dovrebbe saper dare concretezza, non facendosi imprigionare dal tecnicismo normativo, ma sfruttando gli strumenti a disposizione (che ci sono) per piegare lo stesso alle esigenze.”



TAGS