Oggi una giornata di preghiera e di digiuno per la pace tra israeliani e palestinesi

Chiesa di S. Maria del Suffragio a Piazza Duomo ore 18,00

di don Daniele Pinton | 17 Ottobre 2023 @ 05:30 | CREDERE OGGI
pace

L’AQUILA – Questa sera alle ore 18,00, nella Chiesa di S. Maria del Suffragio a Piazza Duomo, anche la comunità diocesana aquilana si raccoglie in preghiera per la pace nel mondo, con una veglia di preghiera presieduta da mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo Coadiutore dell’Aquila.

Di fronte all’escalation di violenza in Medio Oriente, la Chiesa dell’Aquila ha accolto l’invito del Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa e della Confererenza Episcopale italiana, ad aderire alla giornata di digiuno e preghiera.

https://www.lpj.org/it/posts/a-day-of-fasting-and-prayer.html

Il cardinale Pizzaballa, ha affermato che ‘in questo momento di dolore e di sgomento, non vogliamo restare inermi. E non possiamo lasciare che la morte e i suoi pungiglioni (1Cor 15,55) siano la sola parola da udire. Per questo sentiamo il bisogno di pregare, di rivolgere il nostro cuore a Dio Padre. Solo così potremo attingere la forza e la serenità di vivere questo tempo, rivolgendoci a Lui, nella preghiera di intercessione, di implorazione, e anche di grido’, e a nome di tutti gli Ordinari, ha chiesto alle comunità locali di incontrarsi “per consegnare a Dio Padre la nostra sete di pace, di giustizia e di riconciliazione” in comunione con i cristiani di Terra Santa.  Un appello condiviso e rilanciato anche dalla presidenza della Cei e rivolto a tutte le Diocesi. Come indicato dai Parroci della Chiesa aquilana durante le celebrazioni eucaristiche di domenica scorsa, tutte le comunità cristiane dell’Arcidiocesi, anche se non fisicamente presenti alla veglia diocesana di preghiera di questa sera, sono invitate ad aderire alla giornata di digiuno con momenti di preghiera personale o comunitaria.

Durante l’Angelus di domenica 15 dicembre, Papa Francesco rivolgendo un accorato appello per il Medio Oriente, ha affermato: ‘Continuo a seguire con tanto dolore quanto accade in Israele e in Palestina. Ripenso ai tanti…, in particolare ai piccoli e agli anziani. Rinnovo l’appello per la liberazione degli ostaggi e chiedo con forza che i bambini, i malati, gli anziani, le donne e tutti i civili non siano vittime del conflitto. Si rispetti il diritto umanitario, soprattutto a Gaza, dov’è urgente e necessario garantire corridoi umanitari e soccorrere tutta la popolazione. Fratelli e sorelle, già sono morti moltissimi. Per favore, non si versi altro sangue innocente, né in Terra Santa, né in Ucraina o in qualsiasi altro luogo! Basta! Le guerre sono sempre una sconfitta, sempre! La preghiera è la forza mite e santa da opporre alla forza diabolica dell’odio, del terrorismo e della guerra. Invito tutti i credenti ad unirsi alla Chiesa in Terra Santa e a dedicare martedì prossimo, il 17 ottobre, alla preghiera e al digiuno’.

Come riportato ieri dai media vaticani, alla vigilia del 17 ottobre, giornata in cui l’invito è a invocare pace tra israeliani e palestinesi, ‘il Patriarca di Gerusalemme dei latini ha aggiornato i media sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania e dichiarato “disponibilità assoluta” a offrirsi in cambio dei bambini ostaggio di Hamas. Esprime tutta la preoccupazione per un allargamento regionale del conflitto e per la grave crisi umanitaria che genererebbe un attacco via terra nella Striscia’.

A margine della Conferenza stampa di presentazione del Convegno nazionale sul Terremoto dell’anima, che avrà luogo all’Aquila il 28 ottobre 2023, ieri mattina, anche il cardinale Giuseppe Petrocchi ha affermato che la Chiesa aquilana è in piena comunione con le parole che papa Francesco ha rivolto durante l’Angelus del 15 ottobre e che ‘il primo modo di fare guerra alla guerra, è di ricorrere all’aiuto di Dio attraverso una preghiera condivisa permanente. Ciò che accade, ci chiama in campo. Non possiamo essere spettatori che seguono a distanza; gente che si limita a constatare. Noi non possiamo, quando vediamo scene di distruzione e di morte non avvertire dentro una lacerazione, non avvertire quel tremito che ci rende davvero presenti in quei luoghi. Noi stiamo lì con loro e quindi dovremmo mobilitarci anche concretamente per vedere come essere gente prossima’.



TAGS