Terremoto, torna la paura a L’Aquila.

"L'area interessata è quella ben nota dell'evento principale del 6 aprile 2009" scrive il sismologo Del Pinto

di Michela Santoro | 23 Novembre 2023 @ 05:00 | ATTUALITA'
terremoto

L’AQUILA – È tornata la paura ieri pomeriggio a L’Aquila dopo che due scosse di terremoto hanno ‘animato’ il tardo pomeriggio cittadino.

Per fortuna nessun danno è stato registrato a persone o a cose. Le scosse, una dietro l’altra, sono state chiaramente avvertite dalla popolazione che, impaurita, si è riversata in strada.

Il comune dell’Aquila si è immediatamente riunito d’urgenza e, alle 19.30, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha convocato una riunione nei suoi uffici per un aggiornamento sulla situazione.

Scuole e Università restano, intanto, chiuse , oggi, a mero titolo precauzionale, per verificare che le lezioni possano riprendere con regolarità.

“Al momento, come confermato da tutti i presenti, – ha ribadito il Sindaco al termine della riunione in Prefettura – non ci sono danni a persone o cose, ma solo tanta comprensibile preoccupazione da parte degli aquilani”.

“Nelle prossime ore – conclude Biondi – daremo conto degli esiti delle verifiche”.

La notizia delle due scosse è corsa sui social, come sempre i primi ad essere coinvolti nell’immediatezza degli accadimenti. A parlarne anche i giornali e telegiornali nazionali.

Questo il post del sismologo Cristian Del Pinto, subissato di messaggi appena dopo le scosse.

“Non ho avvertito direttamente le due scosse perché ero alla guida tra L’Aquila e Scoppito. Me ne sono accorto quando il telefono ha iniziato a riempirsi di chiamate e messaggi. Appena tornato a casa ho potuto visionare ed interpretare i dati pubblicati. Scrivo questo post per rispondere a tutti coloro che mi hanno contattato.

Gli eventi sono stati due, rispettivamente di Magniudo Momento 3.6 e 3.7 (dati INGV) a distanza sia temporale che spaziale (per quest’ultima almeno così sembra) molto ravvicinata. Non mi sorprenderebbe se appartenessero realmente alla stessa sorgente. Nella localizzazione del secondo evento è stata utilizzata una profondità di default (10 Km) e non è stato ancora pubblicato il meccanismo di sorgente (Time Domain Moment Tensor o TDMT) che, in un certo senso, rappresenta “la carta d’identità” del terremoto. Due TDMT molto simili in un’area molto limitata potrebbero suggerire che la sorgente sia la stessa, fratturata a poche decine di secondi di distanza in due punti differenti. Ma senza il confronto tra i due TDMT si resta solo nel campo delle ipotesi. È cosa comune che, per due eventi vicini nel tempo e nello spazio, il secondo risulti più difficile da localizzare in quanto il segnale risulta sovrapposto alla parte terminale del primo evento, che risulta invece ben localizzato.

L’area interessata è quella ben nota dell’evento principale del 6 aprile 2009 (seppur, in questo caso, alla profondità di 13 Km rispetto agli 8 Km dell’evento di 14 anni fa) a ricordarci che una zona sismica resta tale e che l’occorrenza di un evento non azzera completamente la possibilità che in quell’area altri eventi possano accadere. Ma di PREVENZIONE si parla, paradossalmente, sempre dopo. Comunque, in una zona sismica, abbassare la guardia è un lusso che non ci si può permettere“.



TAGS