Figli della periferia

di Alessio Ludovici | 10 Febbraio 2024 @ 06:00 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Nel 2024 sono dieci anni dei Punti Luce in Italia, il progetto di spazi educativi di Save the Children è arrivato invece all’Aquila al suo ottavo anno di attività, tantissimi i giovani che lo hanno frequentato negli anni. Siamo andati a trovarli a Sassa in occasione di una delle loro tante attività, questa volta rivolta ai più piccoli, un carnevale itinerante che dalla struttura costruita dopo il sisma ha raggiunto, con una chiassosa e colorata parata, il progetto Case di Pagliare di Sassa, tra i simboli ormai dei non luoghi della città.

Tanti ragazze e ragazzi, i genitori a portare chi una torta chi un ciambellone. Uno spazio del gioco in un’epoca in cui il calendario dei ragazzi è sempre più infarcito di cose da fare.

Con Domenico Capanna, tra i responsabili del progetto, abbiamo cercato di capire la situazione. Di periferie si parla poco. Il Punto Luce pero ha intercettato bisogni e dimostrato, come altre realtà, che si può vivere la periferia e che anch’essa merita attenzioni, qualità architettonica, di essere infrastrutturata di servizi materiali e culturali.

Il dibattito cittadino spesso appare polarizzato attorno ai soli problemi del centro e nemmeno tutto. Quando va bene, per reazione, si parla di qualche frazione. In mezzo però c’è un mondo dove da decenni vivono gran parte dei cittadini aquilani, quelli vecchi e quelli nuovi, quelli che accogliamo, figli della città tutti e tutti in cerca di un futuro.

Tanti temi trattati, dalla periferia al centro. Questi, da Sassa, sembra distante anni luce eppure è lì a pochi minuti di macchina. “Il centro è un punto di arrivo per i ragazzi” racconta Domenico, “ma il rischio ultimamente è che gli adolescenti vengano marginalizzati e ricacciati tra vicoli bui e spazi periferici abbandonati”.



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