Vaiolo delle Scimmie: L’OMS Dichiara l’Emergenza Internazionale e la Corsa ai Vaccini

La Svezia conferma il primo caso in Europa di vaiolo delle scimmie

di Redazione | 15 Agosto 2024 @ 15:46 | SANITA'
Vaiolo delle Scimmie

Dichiarazione dell’Emergenza Internazionale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente dichiarato lo stato di emergenza internazionale (Pheic) in risposta all’aumento dei casi di vaiolo delle scimmie in Africa. Questo annuncio è stato fatto dal direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, e rappresenta il secondo annuncio simile negli ultimi due anni.

Già nel luglio 2022, Tedros Ghebreyesus dichiarò lo stato di emergenza internazionale nonostante il parere contrario degli esperti dell’OMS. Tale decisione riflette l’urgenza di una risposta internazionale coordinata per fermare l’epidemia e salvare vite umane.

I Numeri dell’Epidemia

Dall’inizio dell’anno, sono stati registrati circa 14.000 casi di vaiolo delle scimmie, con il Congo che rappresenta la stragrande maggioranza dei contagi. Il tasso di mortalità si aggira intorno al 3-4%, con poco più di 500 decessi riportati. Anche se le dimensioni del contagio sono relativamente contenute, la situazione richiede un’azione coordinata per prevenire una diffusione più ampia.

L’OMS ha invitato i produttori di vaccini contro il vaiolo delle scimmie a presentare dossier per una valutazione di emergenza. Questa mossa è fondamentale per accelerare la revisione e l’approvazione di prodotti medici essenziali per fronteggiare l’epidemia. Finora, il vaccino MVA-BN, prodotto dalla società biotecnologica danese Bavarian Nordic, è l’unico approvato dalla FDA e dall’EMA per l’uso contro il vaiolo. Il vaccino è considerato sicuro anche per persone con sistema immunitario compromesso, inclusi individui con condizioni di salute particolari come l’HIV.

L’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie della Commissione Europea (Hera) ha annunciato l’acquisto e la donazione di 175.420 dosi di vaccino MVA-BN al continente africano. Bavarian Nordic, dal canto suo, ha promesso di donare altre 40.000 dosi. Le dosi saranno distribuite dall’Africa CDC basandosi sulle esigenze regionali.

Intanto la Svezia ha registrato il primo caso ufficiale fuori dall’Africa.

Farmaci di Emergenza

Per agevolare la risposta all’emergenza, l’OMS ha sollecitato le aziende produttrici a inserire i vaccini anti-Mpox nella lista dei farmaci di emergenza (Emergency Use Listing). La raccolta di dati essenziali (come prove cliniche, dati di sicurezza ed efficacia) permetterà di esaminare rapidamente i vaccini e, se approvati, distribuirli in tempi brevi. Questo snellimento dei processi burocratici mirerà a facilitare l’accesso alle soluzioni terapeutiche e a limitare la diffusione del virus.

Tim Nguyen, a capo della Unit High Impact Events Preparedness dell’OMS, ha rivelato che circa 500.000 dosi del vaccino MVA-BN sono già disponibili presso i produttori e che altre 2,4 milioni di dosi potrebbero essere prodotte per la fine dell’anno. Entro il 2025, si prevede che la produzione possa raggiungere i 10 milioni di dosi. Anche il Giappone ha contribuito, fornendo dosi del vaccino LC16m8 ai Paesi che ne avevano più bisogno. L’OMS è al lavoro per facilitare ulteriormente queste donazioni.

Storia e Trasmissione del Vaiolo delle Scimmie

Il vaiolo delle scimmie fu osservato per la prima volta nel 1958. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, è un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo ma con una diffusività e gravità molto minori. Nell’uomo, i sintomi includono febbre, dolori muscolari, cefalea, linfonodi gonfi, stanchezza e manifestazioni cutanee come vescicole, pustole e croste.

Il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) afferma che il vaiolo delle scimmie si trasmette attraverso il contatto con un animale infetto o, tra esseri umani, mediante grandi goccioline respiratorie (necessitando di un contatto viso a viso prolungato) e scambio di fluidi corporei.

L’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo è attualmente causata da una variante più letale, conosciuta come clade 1b, i cui focolai sono stati segnalati anche in altri Stati africani.



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