Ennesimo rogo a Collemaggio, situazione fuori controllo nel Teatro dell’Abbandono
di Alessio Ludovici | 26 Agosto 2024 @ 05:40 | CRONACA
L’AQUILA – Non è solo il fuoco di Celestino ad ardere a Collemaggio. A pochi decine di metri dalle celebrazioni per la Perdonanza, sabato 24 agosto è stato appiccato l’ennesimo rogo in un’area, quella dell’ex opg, ormai totalmente fuori controllo. E’ una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere portandosi dietro un polmone verde che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città.
Alle fiamme, questa volta, è stata data la palazzina a due passi dal Serd e dalla Casa di Michele, una delle strutture di riabilitazione costretta ad operare in un posto totalmente surreale. Neanche un mese fa il rogo ad un’altra palazzina, quella appena entrando sulla sinistra, rogo spento dai vigili del fuoco in piena notte. Qualche giorno prima l’incendio nella parte superiore della collina. Ma i segni di roghi sono innumerevoli.
L’area, nonostante ospiti delle strutture di assistenza, alcuni servizi della Asl, quello veterinario e la riabilitazione territoriale, il canile sanitario e alcune associazioni, è totalmente abbandonata, sommersa da rifiuti di ogni tipo e da escrementi umani. Dagli edifici abbandonati, anche quelli risigillati ultimamente, entrano ed escono persone come niente fosse.
Negli anni nemmeno una pulizia straordinaria dell’area è stata predisposta, una qualche bonifica almeno per dare una parvenza di un’area pubblica gestita da qualcuno. I container usati dopo il sisma, ad esempio, andrebbero semplicemente rimossi se non più utilizzati. Incredibilmente, invece, vengono semplicemente e inutilmente sigillati per impedire infrazioni, come se fosse normale che siano ancora lì e a rimuoverli debba arrivare la protezione civile o lo spirito santo.
Alle istituzioni cittadine, che pure a pochi metri dall’ex opg festeggiano nel cosiddetto teatro del Perdono, non sembra interessare molto il destino del teatro dell’abbandono. Anzi, come nulla fosse, l’ex opg è usato anche parcheggio da chi oggi lavora al service della Perdonanza, oppure come area di sosta per matrimoni e cerimonie nella basilica, come gabinetto pubblico non esistendone uno nei pressi del principale monumento cittadino e così via.










