Abbattimento cervi in Abruzzo, le proteste di Oipa e LNDC
di Redazione | 03 Settembre 2024 @ 16:51 | AMBIENTE
PESCARA – La Regione Abruzzo non fa alcun cenno a fare marcia indietro sulla scellerata decisione di uccidere 469 cervi, approvata dalla Giunta Regionale l’8 agosto scorso. Una scelta politica che ha tutto il sapore di un regalo alla lobby venatoria, dato che saranno proprio i cacciatori a occuparsi di questa mattanza versando i contributi previsti per ogni animale ucciso agli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) gestiti dai cacciatori stessi. In pratica, la Giunta di Marsilio sta consentendo ai lobbysti della morte di autofinanziarsi e al tempo stesso portare avanti il loro “hobby” distruttivo.
Questa presa di posizione ha scatenato l’indignazione di tutti i cittadini di buon senso, che hanno protestato in molti modi. LNDC Animal Protection e la Rete dei Santuari di Animali Liberi hanno lanciato un appello a tutta la cittadinanza per mandare e-mail di protesta alla Regione Abruzzo e, nel giro di pochissimi giorni, oltre 8mila persone hanno fatto sentire la propria voce e scritto all’amministrazione regionale. L’appello è stato raccolto e rilanciato anche da molti personaggi, da Giorgio Panariello alla figlia di Sandra Milo tramite la pagina della compianta diva, a Elisa D’Eusanio – star di Doc – Nelle tue mani, per citarne solo alcuni.
“Ringraziamo tutti quelli che finora hanno condiviso il nostro appello e hanno scritto al Presidente Marsilio e al resto dell’amministrazione abruzzese, ma la nostra lotta non è ancora finita. Dobbiamo andare avanti e continuare a farci sentire perché questi politici devono prendere atto che questa decisione va contro la volontà della maggioranza dei cittadini abruzzesi e italiani. Se la Giunta andrà avanti su questa strada sarà di fatto un’ammissione di favoritismo verso la lobby venatoria e di totale disinteresse di quello che invece vogliono i cittadini e, di conseguenza, gli elettori. È una vergogna con cui gli amministratori dovranno fare i conti e che nessuno dimenticherà facilmente. La popolazione di cervi presente in Abruzzo non giustifica una strage di questo tipo e, come abbiamo già fatto presente, si possono trovare soluzioni alternative e più rispettose dell’ambiente, della natura e degli animali. Basta la volontà di farlo. Noi, come sempre, siamo a disposizione per un confronto costruttivo ma fino ad oggi non abbiamo ricevuto alcun tipo di riscontro da parte della Regione Abruzzo”, fanno sapere Piera Rosati – PresidenteLNDC Animal Protection e Sara D’Angelo – Portavoce Rete dei Santuari di Animali Liberi.
Abruzzo, Oipa: “Abbattere i cervi non serve, annullare la delibera”
L’associazione si unisce all’appello lanciato anche da altre associazioni affinché venga fermato l’abbattimento e venga annullata la delibera.
“Abbattimenti inutili, decisione che irrompe come un fulmine a ciel sereno”. Così l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) definisce la delibera della Giunta della Regione Abruzzo n. 509 dell’8 agosto 2024 che ha approvato l’abbattimento di 469 cervi, tra cui cuccioli, che prevede persino un “prezziario minimo”: un tanto a esemplare, a seconda dell’età e del genere. Tariffe maggiorate per i cacciatori non residenti in Abruzzo.
Secondo l’associazione questa è una delibera tutto inaspettata poiché l’Abruzzo è una Regione che, prima della delibera in questione, aveva gestito la fauna selvatica in modo corretto.
“Il problema della convivenza dell’uomo e delle attività agricole con un numero rilevante di questi animali può essere affrontato in maniera diversa. L’abbattimento non risolve il problema: sono disponibili varie misure preventive per evitare gli impatti negativi che gli animali possono avere sul territorio”.
L’Oipa si unisce all’appello lanciato anche da altre associazioni affinché venga fermato l’abbattimento e venga annullata la delibera e ci uniamo anche alla proposta d’istituire un tavolo di esperti intorno al quale tutte le parti interessate possano discutere e cercare di trovare soluzioni alternative nel rispetto di questi meravigliosi animali.
“La fauna selvatica è un bene indisponibile dello Stato, cioè di noi tutti, ed è tutelata, come tutti gli altri animali, dall’articolo 9 della Costituzione. La Regione Abruzzo torni sui suoi passi anche nel rispetto della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica che ama gli animali ed è contraria alla caccia”, conclude Oipa.


