I Ciccozzi in convivio tra storie e aneddoti
di Redazione | 05 Settembre 2024 @ 11:58 | RACCONTANDO
“Tanto tuonò che alla fine piovve”. Con questo aforisma l’avvocato Alfonso Ciccozzi ha dato il via al convivio della Casata Ciccozzi. L’Avvocato è stato uno stimato professore e professionista che, nell’organizzare questo incontro, si è avvalso della fondamentale collaborazione di Silvano, Carlo (S. Rufina), Orazio, Giuseppe (alias mirino), l’avv. Antonietta e Fulgenzio.
Il 31 agosto, al ristorante Villa Feronia, si sono riuniti tutti coloro che portano il cognome Ciccozzi accompagnati dai loro cari.
Nonostante molti non siano riusciti ad essere presenti, i partecipanti sono stati più di cento. Un vero successo, dunque. L’ultima reuniun si concretizzò nell’agosto del 2005. Tra i presenti di sabato, oltre al professore di antropologia Antonello dell’Università Aquilana, all’arpista e docente Antonella, e a Giampaolo, volto noto dello sport aquilano ed abruzzese, come non annoverare uno dei più importanti studiosi e ricercatori del mondo, l’epidemiologo dottor Massimo Ciccozzi dell’Università Campus Bio Medico di Roma, la cui figura professionale è emersa soprattutto in relazione alla pandemia del covid19 che ha colpito così intensamente il nostro Paese.
In mattinata, accompagnato da Carlo e sotto la sapiente guida di Anna Fatigati, il professore ha voluto visitare i luoghi da cui ha tratto origine la sua famiglia. Il medico, uno studioso di livello internazionale, si è mostrato una persona davvero squisita e molto socievole. Durante l’incontro si è intrattenuto scambiando amichevolmente discorsi con tutti i convenuti da cui sono nati spunti, a volte, anche divertenti. Questa è una dimostrazione di come l’entusiasmo di pochi può coinvolgere molti evidenziando il desiderio che hanno le persone di partecipare e la voglia di scoprire le proprie radici. Durante il pranzo, sono state consegnate cinque targhe ricordo agli ultra novantenni: Angelina, Francesco (sparrucciu), Franco (alias ju moro), Ortensi e Maria. La lotteria ha visto l’assegnazione di quattro premi donati dalla signora Flora, in ricordo del compianto Oscar, dalla fattoria di prodotti ortofrutticoli del Pizzone di Anna Ciccozzi e dall’azienda di rivendita dei materiali per l’edilizia Marini di San Pio delle Camere. Il tutto è stato ripreso dal videomaker roiano Fausto Paglia, sempre presente nel documentare ogni avvenimento tanto da raccogliere, nel tempo, un’importante documentazione della quale potranno beneficiare le future generazioni.
Ciccozzi è un cognome tipico dell’aquilano. Ripercorrendone la storia si può affermare con certezza che le radici di questo cognome affondano nel paese di Roio Piano, per poi diffondersi nelle altre frazioni del circondario e, con l’emigrazione, in Italia e nei vari paesi del mondo (Stati Uniti, Australia, Canada, Brasile ecc..). Dalla numerazione dei fuochi del 1508, nel paese allora chiamato Villa Morchonia (attuale Roio Piano), fu censito tal Ciccho di anni 60, nato nel 1448 e figlio di Michio o Vechio (diminutivo di Michele/Vecchio). Ciccho è un patronimico che deriva da Francesco.
Fulgenzio Ciccozzi racconta che “un ramo della famiglia raggiunse notevoli traguardi sia sotto l’aspetto economico sia sociale, ed era quello facente capo a Manilio, il quale, nell’anno 1641, come “padroncello”, portava, insieme alla consistente Masseria della Madonna di Croce, i suoi capi di bestiame in Puglia, in località Castiglione e Tre Santi. La Masseria Ciccozzi sul finire del Seicento e gli inizi del Settecento aumentò i suoi armenti sino a diventare tra le maggiori del Tavoliere. Tale notevole forza economica permise loro di costruire il palazzo più antico di Roio, “Ju palazzo”, ubicato a Roio Piano, e contribuire alla riedificazione della città dell’Aquila dopo il terremoto del 1703, abbellendola con il palazzo situato in via dell’Indipendenza. Sul finire del Settecento, a Roio, si ebbe una sorta di passaggio di consegne a favore dell’emergente famiglia Palitti. L’ultimo erede della ricca famiglia fu Vincenzo, il quale non lasciò eredi e morì nel 1861, mentre nasceva il Regno d’Italia”.






