Abruzzo, operatori turistici contro l’abbattimento dei cervi

di Alessio Ludovici | 09 Settembre 2024 @ 06:00 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Alcuni operatori turistici abruzzesi si uniscono all’appello rivolto al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, chiedendo la sospensione immediata della delibera che prevede l’abbattimento selettivo di cervi a partire dal 14 ottobre 2024. Il mondo del turismo si associa a quello delle associazioni ambientaliste, come il WWF, e ai numerosi cittadini che hanno firmato una petizione contro questo provvedimento.

“Da anni lavoriamo per valorizzare il turismo naturalistico, investendo in formazione e promuovendo le bellezze delle aree interne abruzzesi. L’introduzione della caccia ai cervi minaccia di vanificare questi sforzi e rischia di compromettere l’immagine della nostra regione, conosciuta come ‘Regione Verde d’Europa’”, affermano gli operatori. “La biodiversità dell’Abruzzo e la sua fauna selvatica, tra cui orsi, lupi e cervi, rappresentano un richiamo per migliaia di visitatori, attratti dalla possibilità di ammirare questi animali nel loro habitat naturale”.

Il provvedimento regionale è stato giustificato dall’assessore Emanuele Imprudente, che ha citato incidenti stradali e danni all’agricoltura come motivazioni. Tuttavia, gli operatori turistici sostengono che esistano alternative più sostenibili e che il turismo naturalistico offra una valida soluzione economica per le comunità locali, senza ricorrere a interventi così drastici. “Il nostro settore si è sviluppato nel rispetto dell’ambiente, promuovendo un turismo responsabile che sostiene le comunità locali senza compromettere il patrimonio naturale”, prosegue la nota.

In vista del sit-in programmato per il 15 settembre, gli operatori ribadiscono l’importanza di avviare un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti, sottolineando che la caccia non è compatibile con lo sviluppo sostenibile della regione. “Serve un approccio democratico e condiviso, che coinvolga non solo le istituzioni, ma anche le nuove generazioni, che rappresentano il futuro del nostro territorio”.

La speranza, concludono, è che la Regione Abruzzo ascolti queste istanze e riveda la sua decisione, evitando di compromettere il lavoro di anni e la reputazione di una regione che ha fatto della conservazione della natura e della promozione del turismo sostenibile il suo punto di forza.



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