Tratturo Magno: 300.000 passi insieme a Pierluigi Imperiale
di Michela Santoro | 25 Settembre 2024 @ 05:00 | AMBIENTE
L’AQUILA -Dieci tappe per un totale di oltre 244km di percorrenza; il 29 settembre torna, come ogni anno da 18 stagioni, l’appuntamento con il ‘Tratturo Magno‘, l’antico tracciato che collega L’Aquila ai caldi tavolieri della Puglia. Appuntamento alle 8.30, alla Basilica di Collemaggio.
Il cammino
Tratto dalla Prima Guida al Tratturo Magno di Pierluigi Imperiale (2007)
“Ci sono 300.000 passi da muovere per arrivare dall’Aquila a Foggia, qualche decina di chilometri in più da percorrere rispetto agli originari 244 di lunghezza del Tratturo Magno.
Durante il percorso non seguiamo la via più agevole, perché il nostro impegno principale è quello di fare esattamente, metro dopo metro, il Tratturo Magno e verificarne la percorribilità a piedi e con le greggi.
I pastori impiegavano 15 giorni con le loro pecore, ma era un tempo molto variabile: dipendeva in gran parte dalle condizioni meteorologiche e dallo stato di salute delle greggi alla partenza e poi, come sempre, dagli imprevisti. Noi di solito forziamo il passo negli attraversamenti cittadini o pericolosi per il traffico, dove non possiamo essere accompagnati da animali, così posssiamo fare anche più ore di cammino ogni giorno rispetto ai nostri predecessori. 9 giornate di cammino piene per arrivare dal Piazzale di Santa Maria di Collemaggio fino in Piazza dell’Epitaffio a Foggia, con tappe lunghe anche fino a 40 km.
Paradossalmente la tappa più breve, la seconda da Cinturelli a Forca di Penne, è anche la più dura sia per il dislivello da superare, sia per l’assenza di sentieri in mezzo ad un bosco ricresciuto da pochi anni sul tratturo. E’ difficile anche il cammino sulle colline del chietino, caratterizzate da saliscendi continui su sentieri con fondo argilloso.
Fortunatamente i vigneti e le piante di fico cariche di frutti ci offrono ogni anno un dolce conforto. Complessivamente percorriamo all’incirca 250 chilometri superando 10.000 metri di dislivello, compresi tra i 950 mt slm di Forca di Penne (AQ) e la riva dell’Adriatico a Campomarino (CH). La possibilità di sosta e di pernottamento lungo il Tratturo Magno richiede che si attivi un protagonismo diffuso tra le comunità locali e le associazioni per definire i luoghi dell’ospitalità, unite a rivalorizzare il Tratturo Magno come bene immateriale comune di inestimabile valore”
Medico veterinario, Pierluigi Imperiale ci ha lasciati ad agosto di due anni fa, a 67 anni. Le sue ricerche, la totale dedizione al territorio, hanno contribuito a concretizzare l’ingresso della Transumanza nella lista dei beni immateriali dell’Unesco. Con lui, la Transumanza ha varcato i confini Abruzzesi e Pugliesi.
“Era un tempo una specie di autostrada d’erba che si snodava a perdita d’occhio su e giù per valli e colline perché le antiche leggi aragonesi imponevano fosse largo 111 metri. L’unità di misura originale è ignota, ma la larghezza di fatto risulta quella, così ampia per garantire il pascolo alle greggi in transito di migliaia di pecore senza danneggiare le colture attraversate”, aveva detto Imperiale al Sole 24 Ore, osservando che “in una regione da sempre legata alla civiltà delle pecore come l’Abruzzo, non si trovano peluches di agnelli e pecore per far giocare i bambini come negli altri paesi europei. È solo un indizio di una grave rimozione. Ci dimentichiamo dell’economia pastorale che qui è stata l’attività predominante fino agli anni Cinquanta. Perché si crede così di voltare le spalle a un emblema di povertà”.
Grazie dott. Imperiale per averci restituito le nostre origini!




