Edilizia scolastica. Botta e risposta tra sindaco e Pd
di Michela Santoro | 17 Dicembre 2024 @ 05:00 | POLITICA
Biondi: “Per la ricostruzione delle scuole dell’Aquila, ad oggi, sono a disposizione una programmazione chiara degli interventi e finanziamenti certi per oltre 100 milioni di euro. Altri 33 milioni – di cui 9 per le strutture del Comune – sono in arrivo con l’approvazione, nella prossima seduta Cipess, del terzo Piano annuale di ricostruzione degli edifici scolastici”.
L’AQUILA – Così il sindaco Biondi nel corso del convegno sulla continuità scolastica a seguito di eventi emergenziali, organizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), e alla presenza del sottosegretario di Stato Paola Frassinetti.
Ringraziando il governo Meloni e il Ministero dell’Istruzione, ha poi aggiunto
“I fondi stanziati dal Cipess ammontano a 4,1 milioni nel 2017 dal governo Gentiloni, 6,8 milioni nel 2020 durante il governo Conte, e ben 33,3 milioni nel 2023. Circa un terzo dei finanziamenti destinati alle scuole lo dobbiamo al governo Meloni, che ha dato una svolta rispetto al passato”.
Rivolto al centrosinistra, Biondi ha, quindi, dichiarato: “Al nostro insediamento nel 2017, le risorse disponibili erano appena sufficienti per le progettazioni. Abbiamo trovato i fondi mancanti, adeguato i costi, e avviato procedure complesse. Oggi il nostro modello ha permesso di superare errori e lungaggini, portando interventi di qualità, non solo per la ricostruzione, ma anche per il potenziamento delle strutture scolastiche”.
Una narrazione propagandistica quella del sindaco Biondi, per i Dem: i fondi per l’edilizia scolastica, rivendicati dal governo Meloni, sostengono, erano già stati garantiti dai governi di centrosinistra, così come le norme derogatorie di cui ora l’amministrazione comunale potrebbe beneficiare.
Cosa dice il Pd
Promesse non mantenute e Musp ancora in uso. Nel 2017, Biondi aveva promesso interventi tempestivi per migliorare gli edifici scolastici e accelerare la ricostruzione delle scuole colpite dal terremoto. Tuttavia, i numeri attuali raccontano una storia diversa: circa 3.500 studenti frequentano ancora i Musp (moduli ad uso scolastico provvisorio), privi di mense, palestre, biblioteche e aule studio. Strutture che dovevano essere una soluzione temporanea di 5 anni sono ancora utilizzate 14 anni dopo il sisma.
Gli indici di vulnerabilità sismica delle scuole in muratura, frequentate dai bambini aquilani, rimangono invariati rispetto al 2017. Su 17 plessi scolastici comunali, ben 11 risultano ancora sotto la soglia di sicurezza, con alcuni casi particolarmente critici. Solo recentemente, il Comune ha approvato un bando per il miglioramento sismico della scuola del Torrione, con un indice di sicurezza di appena 0.151 (quando dovrebbe essere almeno 0.6). Tuttavia, l’intervento previsto non è un adeguamento sismico completo, ma solo un miglioramento, una soluzione considerata di ripiego.
Ricostruzione a rilento. Anche sul fronte della ricostruzione, il bilancio è deludente. A oggi, sono state riconsegnate solo 3 scuole (di cui 2 avviate dalla precedente amministrazione di centrosinistra), mentre 9 sono ancora in corso d’opera e 6 in fase di progettazione. Dei 101 milioni di euro stanziati, solo 11 milioni di opere sono state concluse, mentre i restanti 90 milioni restano bloccati.
Un esempio emblematico è la scuola di Santa Barbara, indicata nel report comunale come prossima alla consegna ma che, secondo il comunicato, è ancora uno scheletro di ferro.
Non ci fermeremo qui. Il Pd promette ulteriori pressioni istituzionali per accelerare i lavori e garantire maggiore sicurezza agli studenti aquilani. La querelle, intanto, è stata portata all’attenzione del Parlamento attraverso l’interessamento del senatore Michele Fina.
Anche le scuole di competenza provinciale non sono rimaste esenti da critiche: gli indici di vulnerabilità restano preoccupanti, sostengono i Dem, e non c’è alcun piano organico per l’edilizia scolastica, se non qualche intervento per studi preliminari, come nel caso dell’Istituto Bafile, considerato il miglior liceo scientifico d’Abruzzo.
Le critiche del centrosinistra: promesse non mantenute
Dall’altra parte, il centrosinistra accusa l’amministrazione di ritardi e inefficienze. Nonostante gli annunci, 3.500 studenti continuano a frequentare i Musp (moduli ad uso scolastico provvisorio), che mancano di mense, palestre e aule studio. Su 17 plessi comunali, 11 hanno indici di vulnerabilità sismica sotto soglia, senza progressi rispetto al 2017.
Le critiche riguardano anche i ritardi nei lavori: su 101 milioni di euro stanziati, solo 11 milioni sono stati impiegati per opere concluse, mentre 90 milioni restano ancora da realizzare. Tra i casi emblematici c’è la scuola di Santa Barbara, annunciata in consegna a breve ma che, secondo gli oppositori, è ancora uno scheletro di ferro.
Il confronto sugli interventi
Il centrosinistra accusa l’amministrazione Biondi di aver scaricato le responsabilità sui governi precedenti e di aver dato priorità a miglioramenti sismici piuttosto che a adeguamenti completi, considerati più sicuri. Secondo i detrattori, il quadro dell’edilizia scolastica non è all’altezza di un capoluogo di regione e dimostra una gestione ancora lontana dalle aspettative della cittadinanza.
Prossimi passi
Grazie all’interessamento del senatore Michele Fina, la questione è stata portata in Parlamento, con l’obiettivo di accendere i riflettori sul tema e garantire un’accelerazione dei lavori. Entrambe le parti concordano sull’importanza di migliorare le strutture scolastiche per garantire sicurezza e qualità agli studenti, ma il dibattito sui tempi e sull’efficacia degli interventi resta aperto.
Il confronto tra le due visioni evidenzia i progressi fatti, ma anche le sfide che ancora attendono la ricostruzione scolastica a L’Aquila, simbolo della resilienza della città dopo il sisma del 2009.


