M. come Manuel, l’abruzzese nella serie su Mussolini

C'è anche un abruzzese, Manuel D'Amario, nella discussa serie di Sky Atlantic, "M - il figlio del secolo"

di Fausto D'Addario | 14 Gennaio 2025 @ 06:00 | IL MONDO DELLO SPETTACOLO
MUSSOLINI

C’è un’altra M. nella discussa serie di Sky Atlantic su Mussolini, M – il figlio del secolo, tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati, ed è quella di un abruzzese, Manuel D’Amario. Classe 1986, originario di Atessa, in provincia di Chieti, Manuel ha interpretato sul set la parte del capo scorta di Benito Mussolini, al fianco di Luca Marinelli nei panni del Duce.

La carriera artistica di Manuel è caratterizzata da una formazione eclettica e da una forte connessione con le sue radici abruzzesi. Proveniente da una famiglia di metalmeccanici di Atessa – lui stesso ha lavorato presso la Fiat-Sevel – è crescendo in questo ambiente che ha imparato a improvvisare e scherzare. Muove i primi passi con maestri abruzzesi: prima con Alessandro Fantini, partecipando a cortometraggi indipendenti di stampo surrealista e noir; poi sotto lo sguardo di Rudy De Cesaris, quindi gli Amici della Ribalta di Lanciano ed è qui che conosce Domenico Galasso, fondatore del Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara e conosciuto al grande pubblico per il suo ruolo nella seguitissima serie Mare Fuori.

Questa esperienza lo ha motivato a proseguire a Roma gli studi e la carriera nel mondo dello spettacolo presso la scuola di recitazione Teatro Azione. Nel corso della sua carriera, oltre al teatro (L’Amletò, The Dubliners) Manuel D’Amario ha partecipato a diverse produzioni cinematografiche e televisive. Tra i suoi lavori più noti: “Timballo” (2017), un cortometraggio che ha ottenuto riconoscimenti in vari festival; “La vita promessa” (2018), una serie televisiva in cui ha recitato al fianco di Luisa Ranieri; “Nemici” (2023), dove ha interpretato il ruolo dell’avvocato Giampiero De Melis. La sua presenza sui social media testimonia il continuo coinvolgimento in progetti artistici: oltre alla recitazione, D’Amario è anche DJ e performer, dimostrando una passione poliedrica per le arti. Ed è proprio su Instagram il post di ringraziamento per la serie di Sky su Mussolini:

“Ho avuto l’onore e il privilegio di far parte di una produzione straordinaria, un’opera che racconta un capitolo cruciale della nostra storia. Sul set di M. il figlio del secolo, ho interpretato il capo scorta di Benito mussolini, accanto al grandissimo Luca Marinelli, che dà vita al Ducee in un’interpretazione semplicemente magistrale.


Ma soprattutto, per cinque mesi ho avuto l’immenso onore di scortare un grande uomo e un grande artista. Luca Marinelli non è solo un talento straordinario, ma una persona di una sensibilità rara, capace di ispirare chiunque gli stia accanto. Un ringraziamento speciale va al regista Joe Wright, un genio incredibile che mi ha profondamente impressionato per la sua visione e la cura maniacale per i dettagli. Joe ha istruito con maestria tutti noi attori, tecnici e comparse immergendoci completamente ne mondo che voleva raccontare. La sua passione e la sua attenzione per ogni aspetto di questa produzione hanno reso il set un’esperienza unica.

Questa avventura, durata cinque mesi, è stata molto più di un lavoro. È stato un viaggio intenso e indimenticabile, condiviso con attori, maestranze e reparti di eccellenza. Un ringraziamento speciale al mio collega e amico Valerio di Tella, una conoscenza preziosa che ha arricchito questa avventura. Un pensiero di gratitudine va anche alla mia precedente agenzia Blackewhite management, di Gianluca e Chiara, che all’epoca mi permisero di prendere parte a questa esperienza unica. Grato per ogni momento passato su questo set e per aver contribuito, nel mio piccolo, a un progetto così ambizioso. Non vedo l’ora che possiate vedere questa serie“.

La serie ripercorre l’ascesa di Mussolini, presentato come prototipo dell’italiano, attraverso i complessi rapporti con D’Annunzio, con l’ambiente dei socialisti, con la Chiesa, con gli squadristi in camicia nera, con la moglie e l’amante, fino all’omicidio di Matteotti e al discorso in Parlamento nel 1925, quando il fascismo sarebbe uscito allo scoperto una volta per tutte. “Si farà anche la seconda serie. Speriamo bene“, rivela ammiccante Manuel.

Chissà se riuscirà a organizzare anche qualche spettacolo che riguardi la sua amata terra d’Abruzzo.



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