Sedi comunali: il centro sinistra torna all’attacco
di Michela Santoro | 29 Gennaio 2025 @ 05:00 | POLITICA
L’AQUILA – Sedi comunali: il centro sinistra torna all’attacco – Torna al centro dell’attenzione della minoranza in Consiglio comunale, l’eredità dei 35 milioni di euro, stanziati dall’amministrazione Cialente attraverso il piano di ricostruzione, fondi che avrebbero dovuto essere destinati alla realizzazione di una sede comunale unica, pensata per migliorare la fruibilità dei servizi per i cittadini e le condizioni di lavoro per i dipendenti comunali.
Il progetto originale della sede unica, che avrebbe incluso non solo uffici ma anche servizi aggiuntivi come una mensa aziendale e un asilo nido per i dipendenti, hanno sottolineato i consiglieri, è stato accantonato dall’attuale amministrazione. Invece di proseguire su questa strada, hanno osservato, si è optato per una soluzione ‘diffusa’ con la realizzazione di sedi distribuite nel centro storico e un primo lotto presso l’autoparco comunale. “Tuttavia, a oggi, nessuno di questi progetti è stato avviato concretamente”, hanno tuonato.
I consiglieri hanno poi ricordato che, “mentre i fondi pubblici restano inutilizzati, l’amministrazione ha recentemente deciso di acquistare un immobile privato in via Filomusi Guelfi, nei pressi dell’autoparco comunale, per un costo di 5 milioni di euro.”
La scelta aveva già sollevato dubbi e critiche, dal momento che la stessa area era stata precedentemente giudicata inadeguata per ospitare una sede comunale. “Inoltre, l’acquisizione dell’immobile non risolve il problema della dispersione delle sedi, dato che vi troveranno posto solo circa 100 dipendenti”, hanno ribadito.
Nonostante l’ingente disponibilità finanziaria, il Comune continua a sostenere costi elevati per fitti passivi, pari a 1 milione di euro l’anno, ha ribadito la minoranza. Fondi che, “anziché essere utilizzati per servizi ai cittadini, come l’assistenza ai più bisognosi o la riduzione delle imposte, vengono destinati al pagamento di affitti per immobili di proprietà privata.”
Stefania Pezopane


