Il primo bando nazionale per le guide turistiche: un cambiamento atteso da anni
di Alessio Ludovici | 30 Gennaio 2025 @ 05:00 | ATTUALITA'
L’AQUILA – Una data a suo modo storica per il settore turistico italiano. Il 28 gennaio il Ministero del Turismo ha finalmente pubblicato il primo bando nazionale per l’abilitazione alla professione di guida turistica. Si tratta di un passo decisivo per una regolamentazione chiara e uniforme su tutto il territorio nazionale.
Da anni si discuteva della necessità di una normativa nazionale che regolasse l’accesso alla professione di guida turistica. Fino a oggi, infatti, l’abilitazione era rilasciata su base regionale, creando una frammentazione normativa e operativa che ha spesso generato incertezze e disagi tra i professionisti del settore. Inoltre, l’assenza di un albo nazionale ha reso difficile monitorare e garantire la qualità dell’offerta turistica.
Il dibattito si è intensificato con l’introduzione delle direttive europee sulla libera circolazione dei lavoratori, che hanno portato a una situazione di limbo normativo. La mancanza di un quadro chiaro ha permesso l’accesso alla professione anche a figure non sempre qualificate, con il rischio di compromettere la qualità dell’esperienza turistica in Italia.
Con l’approvazione della legge 13 dicembre 2023, n. 190, nell’ambito delle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il governo aveva posto le basi per la creazione di un sistema di accesso alla professione più strutturato e meritocratico. Il nuovo bando rappresenta, dunque, la concretizzazione di un impegno preso da anni e finalmente realizzato.
Il bando per l’abilitazione nazionale alla professione di guida turistica è aperto a tutti coloro che desiderano esercitare legalmente questa attività in Italia. Le candidature possono essere presentate tramite il portale “inPA” fino al 27 febbraio 2025.
Per partecipare al concorso, è necessario possedere almeno un diploma di istruzione secondaria superiore e versare una quota di partecipazione di 10 euro. L’esame prevede tre prove. La prima è una prova scritta con 80 domande a risposta multipla su temi che spaziano dalla storia dell’arte alla geografia, dalla storia all’archeologia, fino al diritto del turismo e alla normativa sulla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico. Questa fase serve a verificare le conoscenze di base dei candidati in settori fondamentali per il ruolo di guida turistica.
Chi supera questa prima selezione con almeno 25 punti può accedere alla prova orale, che valuta la padronanza degli argomenti trattati nella prova scritta e la conoscenza di almeno una lingua straniera. Infine, l’ultima fase consiste in una prova tecnico-pratica, dove i candidati devono simulare una visita guidata, sia in italiano che in una lingua straniera, su una destinazione estratta a sorte. Questo test permette di valutare le capacità comunicative e professionali sul campo.
Una volta superate tutte le prove, i candidati vengono iscritti nell’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche, istituito presso il Ministero del Turismo. Questo elenco ha lo scopo di sostituire gli albi regionali, creando un registro unico e aggiornato che raccoglie informazioni sui professionisti abilitati, includendo i loro titoli di studio, le specializzazioni, le lingue conosciute e la data dell’ultimo aggiornamento professionale.
Per chi già opera come guida turistica, questa riforma è un’opportunità per ottenere un riconoscimento ufficiale delle proprie competenze in un contesto più regolamentato. Con l’introduzione di un concorso che verrà bandito con cadenza annuale, il settore si avvia verso una maggiore trasparenza e professionalizzazione.


