Sit in LFoundry, pesante l’assenza del centrodestra
di Redazione | 13 Febbraio 2025 @ 05:00 | ATTUALITA'
AVEZZANO – Ribadire la necessità di riportare la vertenza a livello nazionale. Questo il senso della protesta delle maestranze di LFoundry che, ieri, dopo una settimana di fermento contro la gestione dei contratti di solidarietà, il mancato rinnovo delle maggiorazioni e la riduzione delle pause dovuta al passaggio dai turni di 12 ore a 8 ore, si sono ritrovate, in centinaia, davanti ai cancelli dello stabilimento, fino al primo pomeriggio.
La crisi aziendale coinvolge 1200 dipendenti, attualmente in regime di ammortizzatori sociali in un crescente clima di incertezza.
All’incontro erano presenti diversi rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. Tra questi, il senatore Michele Fina (Pd), la senatrice Gabriella Di Girolamo (M5S), il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci (Pd), la consigliera regionale Erika Alessandrini (M5S), l’assessore comunale di Avezzano Alessandro Pierleoni, il sindaco di Aielli Enzo Di Natale e il vicesindaco di Luco dei Marsi Giovannone, oltre a numerosi esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle.
Dura la critica da parte dei parlamentari e consiglieri regionali di opposizione sull’assenza dei rappresentanti del governo regionale e nazionale di centrodestra, accusati di non aver preso posizione sulla vicenda.
Per la consigliera regionale Alessandrini, che ha criticato l’assenza dell’assessore regionale Tiziana Magnacca, che aveva presieduto il tavolo regionale di Pescara due mesi fa, senza un confronto a livello ministeriale, le istituzioni locali rischiano di limitarsi a interventi di facciata, senza reali prospettive per i lavoratori.
La senatrice Di Girolamo ha chiesto un intervento immediato del ministro Adolfo Urso, evidenziando l’importanza strategica dell’azienda per il tessuto economico della Marsica. Anche il senatore Fina ha espresso preoccupazione per la gestione della crisi da parte della proprietà cinese, denunciando la mancanza di trasparenza sul piano industriale.
I sindacati hanno chiesto il rispetto degli accordi firmati per il Contratto di Solidarietà, sollecitando un confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo è quello di garantire la tenuta occupazionale e chiarire il futuro dell’azienda, che nei mesi scorsi ha già usufruito di 5 milioni di euro di ammortizzatori sociali per evitare i 134 licenziamenti annunciati nell’ottobre scorso.
La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con nuove iniziative per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza.


