Dal timore all’annuncio. La forza dalla Pasqua

di Fra Piero Sirianni | 05 Maggio 2025 @ 12:29 | CREDERE OGGI
Settimana Santa, il 4 aprile a Pianola la Veglia Pasquale presieduta dall’arcivescovo D’Angelo

Dal timore all’annuncio. La forza dalla Pasqua – Siamo alla III Domenica di Pasqua, e la liturgia della Parola ci permette di conoscere alcune profonde dinamiche che hanno riguardato la vita dei discepoli cristiani.

Qualche settimana fa le narrazioni della Passione del Signore ci collocavano di fronte al Cristo che, con ferma decisione («Fece il muso duro» già a metà del vangelo di Luca [9,51]: Egli era decisamente orientato verso Gerusalemme), affronta l’offerta di Sé e si consegna nelle mani degli uomini; di contro, i suoi – sotto la croce – si disperdono e fuggono impauriti.

Le Letture di questo giorno di festa si sono aperte, d’altro canto, con la testimonianza petrina di fronte alle autorità religiose: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini» (At 5,29). Pietro, il quale per tre volte aveva rinnegato la propria conoscenza del Maestro (cfr. Mc 14,66-72), per altrettante tre volte viene chiamato a professare la propria fede in Gesù (cfr. Gv 21,15-19).

Al di sopra dei presenti avvenimenti storici e umani, primeggia la imperitura misericordia divina, la quale non indietreggia di fronte alle infedeltà umane; non punisce e non condanna; attende, incoraggia, chiama a conversione, benedice, ridona vita e speranza. Il nostro «Dio è amore» (1Gv 4,8); è pazienza; è tenerezza; è umiltà; è mansuetudine.

Un secondo annuncio ci consegna la Parola di questa domenica; l’evangelista riporta che «Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò» (Gv 21,11): la comunità ecclesiale, vasta di numero e ricca nelle diversità, non si frantuma; essa rimane saldamente ancorata al cuore di Dio. La vita nuova neotestamentaria si innestò nell’antica Legge, «il velo del tempio si squarciò a metà» (Lc 23,45) alla morte del Salvatore, ma il Corpo del Signore varca i confini del tempo e la sua fede viene – costantemente – rinsaldata dalla grazia e dallo Spirito. La Chiesa e tutti i suoi figli vengono custoditi, al fine di non essere «fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quell’astuzia che trascina nell’errore» (Ef 4,14).

Accogliamo – dunque – anche noi il soffio dello Spirito, la sua brezza leggera che rinnova l’universo.



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