Roma. Il M°Trippitelli detta il tempo dell’Adelchi

di Redazione | 13 Maggio 2025 @ 05:00 | EVENTI
Trippitelli

Trippitelli accompagna l’intero spettacolo con le sue percussioni

ROMA – Al Teatro Arcobaleno è in scena fino al 18 maggio Adelchi, la tragedia di Alessandro Manzoni per la regia di Vincenzo Zingaro. Lo spettacolo conclude la stagione con una produzione che unisce recitazione e musica dal vivo.

La rappresentazione si basa sul conflitto interiore del protagonista, figlio del re longobardo Desiderio, combattuto tra lealtà familiare e rifiuto della guerra contro i Franchi. Il testo, scritto da Manzoni durante la dominazione austriaca del Lombardo-Veneto, mantiene un’attualità che emerge anche nel contesto internazionale odierno.

Particolare attenzione merita la componente musicale, presente per l’intera durata dello spettacolo, grazie a una colonna sonora eseguita dal vivo da sette musicisti. Ne fanno parte Francesca Salandri (flauto), Stefania Mercuri (corno inglese), Angelica Ziccardi (violino), Chiara Ciancone (viola) ed Eleonora Yung (violoncello). Le musiche, composte dal Maestro Giovanni Zappalorto, che dirige l’ensemble e suona le tastiere, sono state pensate per seguire e caratterizzare ogni personaggio.

Sulla scena, in una struttura sopraelevata al centro del palco, si distingue il Maestro Maurizio Trippitelli, percussionista aquilano, e straordinario interprete, tra i maggiori italiani. Trippitelli accompagna l’intero spettacolo con timpani, grancasse e percussioni sinfoniche, integrandosi pienamente con la partitura orchestrale. Già collaboratore di Ennio Morricone, la sua presenza conferisce allo spettacolo un’importante componente ritmica ed espressiva.

Il ruolo di Adelchi è interpretato dallo stesso Vincenzo Zingaro. Accanto a lui, Giuseppe Pambieri veste i panni di re Desiderio. Il cast include anche Annalena Lombardi (Ermengarda), Piero Sarpa (Carlo), Giovanni Ribò (Martino), Fabrizio Passerini (Svarto), insieme a Francesco Polizzi, Alessandro Malverti, Sina Sebastiani e Paolo Oppedisano.

La regia punta su un impianto visivo e musicale coerente, con una costruzione drammaturgica che segue fedelmente il testo, valorizzando i personaggi attraverso una recitazione misurata. L’attenzione ai dettagli e alla coralità della scena riflette una volontà di offrire uno spettacolo solido sotto il profilo tecnico e interpretativo.

Adelchi si inserisce nella tradizione teatrale italiana che ha visto negli anni passati versioni firmate da registi come Vittorio Gassman e Carmelo Bene. L’adattamento di Zingaro si propone come contributo autonomo, pensato per un pubblico interessato a una rilettura rigorosa e attuale del classico manzoniano.



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