Bruxelles nel mirino della procura belga: revoca dell’immunità chiesta per Martusciello e De Meo
di Nemo | 23 Maggio 2025 @ 05:00 | CRONACA
Huawei, bonifici e ombre cinesi: l’inchiesta scuote Forza Italia
Il Parlamento europeo si prepara ad affrontare una richiesta esplosiva: la procura federale belga ha chiesto la revoca dell’immunità per due eurodeputati italiani di Forza Italia, Fulvio Martusciello e Salvatore De Meo. Il motivo? Un’indagine che coinvolge il colosso cinese Huawei e presunte pratiche di lobbying illecite all’interno delle istituzioni europee.
L’inchiesta, già battezzata “Huawei-gate” o “China-gate”, ruota attorno a presunti episodi di corruzione che vedrebbero al centro diverse figure legate al Parlamento europeo, accusate di aver ricevuto denaro e altri benefici in cambio di interventi politici favorevoli all’azienda asiatica.
Nel dettaglio, secondo quanto emerso dai documenti dell’inchiesta pubblicati da Dagospia e riportati da Corriere della Sera, Martusciello sarebbe stato destinatario di un pagamento da 6.700 euro da parte di Nuno Wahnon Martins, ex lobbista di Huawei e in passato consigliere dello stesso europarlamentare a Bruxelles.
Le accuse non si fermano al denaro. Gli inquirenti ipotizzano che Martusciello abbia firmato emendamenti legislativi in linea con gli interessi del gigante cinese. Un’intercettazione registrata nel corso dell’indagine rivela una frase pronunciata da Valerio Ottati, ex assistente parlamentare e presunto lobbista per Huawei, secondo cui “i cinesi spesso oltrepassano il limite e addirittura pagano per gli emendamenti”.
L’indagine coinvolge anche De Meo e l’eurodeputata Giusi Princi. I loro nomi emergono in relazione a un incontro informale – un aperitivo datato 25 giugno 2024 – svoltosi nei pressi della sede dell’Europarlamento. Ma Princi si è detta estranea ai fatti, spiegando che quel giorno si trovava a Reggio Calabria, impegnata nella recita scolastica della figlia. Non solo: la sua proclamazione ufficiale come europarlamentare sarebbe avvenuta solo una settimana più tardi.
Per lei, la vicenda ha già subito una svolta. In una nota diffusa alle agenzie, Princi ha annunciato che la procura belga ha ritirato la richiesta di revoca della sua immunità, affermando che “nuovi elementi giustificano il ritiro puro e semplice della richiesta”. Ha inoltre definito “inesistenti” le basi probatorie che l’hanno vista coinvolta nella vicenda.
La procura belga, che ha già arrestato quattro persone nell’ambito di questa operazione, ipotizza un sistema strutturato di influenze indebite che avrebbe toccato una quindicina di eurodeputati. I metodi sarebbero stati molteplici: bonifici, viaggi, cene e persino biglietti per eventi sportivi – tutto finalizzato a ottenere il sostegno politico necessario a migliorare la posizione di Huawei in Europa.
A dare peso alle indagini, l’arresto dell’assistente parlamentare di Martusciello, Lucia Simeone, poi passata ai domiciliari e, infine, rilasciata con l’accusa di avere ricevuto parte di una tangente dallo stesso Wahnon Martins, ora al centro dell’inchiesta come figura chiave di collegamento tra Huawei e l’ambiente parlamentare. Dopo il suo interrogatorio a Bruxelles sono state revocate tutte le accuse tranne riciclaggio.
Martusciello, figura centrale nella delegazione italiana del PPE, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. De Meo, dal canto suo, ha espresso “stupore” per l’iniziativa della procura belga, respingendo ogni addebito.
Il Vicepremier Antonio Tajani ha fatto sapere di essere “vicino ai colleghi coinvolti”, confidando nella trasparenza dell’iter parlamentare. Il caso ha tuttavia riacceso il dibattito sulla vulnerabilità delle istituzioni europee alle pressioni esterne, soprattutto da parte di potenze economiche globali.
Il Parlamento europeo sarà dunque chiamato a esprimersi sulle richieste di revoca dell’immunità, un passaggio delicato che potrebbe ridefinire i confini del rapporto tra attività di lobbying e integrità istituzionale.
*Nella foto l’on. Martusciello con l’on. Pagano e Antonella Ballone, presidente della CCIAA Gran Sasso d’Italia (Campagna elettorale 2024 per le Europee).


