Se il Guerriero di Capestrano potesse parlare…

di Michela Santoro | 30 Maggio 2025 @ 05:00 | RACCONTANDO
Guerriero di Capestrano

“Il Guerriero è un falso di epoca fascista” Vs “L’autenticità del Guerriero di Capestrano è supportata da evidenze scientifiche”.

Se il guerriero potesse parlare, cosa direbbe? Darebbe ragione a Consorte oppure gli darebbe torto?

Intanto, è stata formalmente richiesta la sostituzione della prof.ssa Valeria Acconcia, nominata Commissario ad Acta dal Rettore dell’Università ‘G. d’Annunzio’ per dare esecuzione alla sentenza del TAR Pescara n. 60/2025, che imponeva al Ministero della Cultura di consegnare al regista Alessio Consorte i risultati delle analisi chimiche con metodo XRF effettuate sul Guerriero, sul Torso Femminile e su alcune stele italiche.

A oltre un mese dalla scadenza dei termini, fissata al 5 aprile 2025, la documentazione non è ancora stata consegnata.

Il Commissario Acconcia, scrive Consorte, avrebbe iniziato la sua attività a termini già scaduti, chiedendo via Pec, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara e alla Direzione Regionale Musei Abruzzo, il nome del Responsabile del Procedimento individuato per la gestione della pratica… “presso il quale la scrivente si recherà al fine di acquisire il file nativo digitale o nel formato all’epoca prodotto degli esami di diffrattometria XRF, con sottoscrizione di apposito verbale di consegna. Al fine di velocizzare la procedura, se ritenuto opportuno, il Responsabile individuato potrà trasmettere con urgenza il suddetto file (o i files, se più di uno) degli esami di diffrattometria XRF già effettuati sul Guerriero di Capestrano, sul torso femminile e sulle altre stele italiche. Qualora tale documentazione non sia reperibile nei suddetti formati, si chiede di darne apposito riscontro tramite una esaustiva relazione.”

Secondo l’avv. Luca Presutti del Foro di Sulmona, citato da Consorte, sarebbe proprio questa comunicazione ad aver fatto scattare la richiesta di sostituzione, in quanto “dalla comunicazione si evince chiaramente come la prof.ssa Acconcia non abbia compreso la funzione del Commissario ad Acta, che non è quella di rimettere in termini l’amministrazione per provvedere, ma è quella di sostituirsi all’amministrazione per svolgere attività che l’amministrazione stessa – pur dovendo – non ha svolto a suo tempo.”

Successivamente, la prof.ssa Acconcia avrebbe scritto anche alla società Assing Italia, “incaricata nel 2005 di effettuare indagini in collaborazione con l’allora Soprintendenza per l’Abruzzo e il CNR”, nonché proprietaria dello strumento utilizzato per le analisi, chiedendo con urgenza i file originali delle analisi XRF e XRD.

L’Assing, per voce di Andrea Bianco, avrebbe inviato solo i file XRF, precisando che “la ASSING spa ha fornito la strumentazione e il servizio per la campagna di analisi come partner di una convenzione CNR–ASSING” (e non con la Soprintendenza, ndr). Gli stessi file erano già stati resi pubblici nel documentario-inchiesta di Alessio Consorte “Il Guerriero mi pare strano”, con tanto di citazione dell’autrice delle misurazioni: la dottoressa Tilde De Caro del CNR.

E mentre Consorte persevera nella sua missione, la prossima udienza davanti al TAR di Pescara è stata fissata per il 20 giugno 2025, data in cui si valuterà la sostituzione del Commissario ad Acta e le azioni necessarie per garantire l’effettiva esecuzione della sentenza.



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