Uccisione orsa Amarena: sit-in e processo ad Avezzano

di Redazione | 23 Giugno 2025 @ 17:44 | CRONACA
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AVEZZANO – Domani, martedì 24 giugno, l’Associazione Animalisti Italiani si costituisce parte civile nel processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, simbolo di convivenza pacifica tra uomo e fauna selvatica, brutalmente uccisa il 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi, da un colpo di fucile poco più di un anno fa. Contestualmente è previsto un sit-in di sensibilizzazione dal titolo “Giustizia per Amarena”, che si terrà davanti al Tribunale di Avezzano a partire dalle ore 12:00. Al fianco degli Animalisti Italiani parteciperanno anche le associazioni animaliste OIPA, WWF, Lav e Appennino Ecosistema.

L’udienza si terrà alle ore 13:00 presso il Tribunale di Avezzano, in provincia de L’ Aquila.

“La nostra presenza in aula rappresenta un atto dovuto per Amarena e per tutti gli animali selvatici vittime di violenza. Il sit-in vuole essere un messaggio forte alla collettività e alle istituzioni: la tutela della fauna selvatica non può essere ignorata”, dichiara Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani.

Amarena era benvoluta da tutti: un’orsa che si avvicinava ai centri abitati senza mai rappresentare un pericolo, considerata da molti la mascotte dell’Abruzzo. La sua uccisione a sangue freddo ha lasciato orfani i suoi cuccioli e ha scosso la coscienza collettiva. Ora, l’indagato, L.A., dovrà rispondere davanti alla giustizia per un atto crudele e ingiustificato.

Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe esploso un colpo di fucile caricato con munizionamento artigianale, appositamente preparato per causare il massimo danno, uccidendo volontariamente l’orsa. L’azione è aggravata dalla crudeltà, dall’assenza di valida giustificazione e dalla presenza dei cuccioli, oltre che dal pericolo arrecato alla pubblica incolumità per aver sparato in un luogo accessibile a terzi e vicino a centri abitati.

In aula saranno presenti, come parte offesa, anche il Parco Nazionale d’Abruzzo, la Regione Abruzzo e il Comune di San Benedetto dei Marsi, luogo dove si è consumato il tragico evento.

“Ci auguriamo una condanna esemplare, senza sconti né benefici, per un crimine che ha colpito non solo un animale innocente appartenente a una specie protetta, ma l’intera comunità, ferita nel profondo da un atto tanto vile quanto ingiustificabile”, conclude Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani.



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