Cinema in Abruzzo: numeri, visioni e la sfida del modello Ridley Scott

di Fabio Iuliano | 27 Giugno 2025 @ 05:03 | CULTURA

Produzione, formazione, location, professionisti, pubblico e festival. Il cinema in Abruzzo si mette a nudo con un’indagine che raccoglie numeri, criticità e potenzialità del comparto audiovisivo. Si chiama “Potenzialità e prospettive del settore cinematografico e audiovisivo in Abruzzo. Un’indagine preliminare” il report realizzato dall’Osservatorio interuniversitario sul Cinema e sugli Audiovisivi in Abruzzo (Oica) e dalla Fondazione Openpolis, presentato nella sede dell’Università dell’Aquila, a palazzo Camponeschi.

Il documento – scaricabile pubblicamente – fa parte del progetto CineAb, finanziato dal Mur con fondi PRIN 2022-Pnrr. Offre una mappatura aggiornata del comparto e analizza la filiera su base data-driven: 278 imprese attive, ricavi per circa 228 milioni di euro (dati 2023), 177 professionisti nati in Abruzzo (meno di un terzo donne), 119 location censite in 78 comuni della regione.

“Il settore ha un grande potenziale, ma servono più risorse e dati strutturati”, ha dichiarato Michele Vannucchi di Openpolis, sottolineando l’importanza della trasparenza e dell’accesso alle informazioni per elaborare strategie efficaci.

– “Conoscenza e strategie condivise sono fondamentali per rendere il comparto stabile, creando occupazione e identità culturale” – ha aggiunto Mirko Lino, docente dell’Ateneo aquilano e tra i curatori dello studio. Gli autori auspicano la nascita di un Centro Studi permanente, in grado di affiancare la Film Commission e facilitare il dialogo con gli operatori del territorio.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Federico Pagello e Gianluigi Rossini dell’Università di Chieti-Pescara, oltre a Fabio Andreazza (Unich), ricercatore principale del progetto. “Mi preme sottolineare un aspetto”, ha detto Rossini, “il cinema, come espressione culturale, può essere considerato parte di un sistema industriale specifico e come tale va analizzato”. Presente anche la Film Commission abruzzese, guidata da Piercesare Stagni, che ha rilanciato sull’importanza del coordinamento tra istituzioni, formazione e produzione.

“L’esperienza con il film di Ridley Scott dimostra che l’Abruzzo può essere competitivo sul piano delle grandi produzioni. Ma servono infrastrutture, coordinamento e un uso strategico dei fondi”, ha detto Stagni, riferendosi alle riprese del film The Dog Stars.

“Non è stata una scelta casuale”, ha spiegato, “ma il risultato di quasi un anno di lavoro sotto silenzio, rispettando accordi di riservatezza e superando difficoltà logistiche importanti. Mentre stavano girando delle riprese all’Aeroporto dei Parchi, ci hanno chiesto di trovare 200 camere doppie a uso singola in 3 ore: il sistema ha retto, ma è stato un bel banco di prova”.

Secondo Stagni, quel risultato è un vero e proprio biglietto da visita: “Abbiamo dimostrato di poter accogliere produzioni di livello, ora però dobbiamo mettere a sistema le competenze e rafforzare le connessioni tra formazione, produzione e territorio”.

In questa direzione si inseriscono i fondi Fesr per il comparto, circa 2 milioni di euro. “Sono risorse preziose, non toccate dai tagli alla sanità, ma complesse da gestire: servono progettazione accurata, presenza di professionisti e collaborazione stretta con i Comuni, che saranno protagonisti nel processo decisionale”.

Un passaggio importante anche sulla formazione: “Negli ultimi 15 anni”, ha ricordato, “solo tra L’Aquila e Pescara sono stati formati centinaia di studenti di cinema. Ma molti di loro, pur lavorando quotidianamente, non risultano nei database ufficiali, perché mancano strumenti di rilevazione e tracciamento delle produzioni minori”.

“Ci sono regioni”, ha concluso, “che, pur con risorse inferiori, hanno fatto scuola, come le Marche, puntando su format originali e radicati nei territori. Possiamo farlo anche noi”.



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