L’Aquila e l’ambiente urbano: bene l’aria, indietro il verde

di Alessio Ludovici | 14 Luglio 2025 @ 06:00 | AMBIENTE
istat industria

L’AQUILA – Secondo il rapporto ISTAT “Ambiente Urbano“, L’Aquila mostra un quadro ambientale in chiaroscuro. Alcune eccellenze convivono con ritardi strutturali, soprattutto sul fronte del verde e della mobilità sostenibile. Se la qualità dell’aria è tra le migliori d’Italia, la città manca ancora l’appuntamento con una piena transizione ecologica.

L’Aquila non figura tra i capoluoghi che superano i limiti raccomandati dall’OMS per le polveri sottili (PM10 e PM2,5). Una notizia decisamente positiva anche se abbastanza scontata. Anche l’ozono resta sotto le soglie critiche. Merito della posizione geografica, della scarsa industrializzazione e di una densità abitativa contenuta, che contribuiscono a mantenere una qualità dell’aria elevata.

Il quadro cambia sul fronte del verde. L’Aquila non rientra tra i comuni con dotazioni di verde urbano pro capite superiori alla media nazionale. Quasi inesistenti, per il momento, gli interventi di forestazione urbana, segno di un’azione pubblica ancora timida in questo ambito.

Un dato che il Comune ha giustamente messo in evidenza è però significativo: L’Aquila è la città con il più alto rapporto di verde urbano attrezzato per i bambini. Le aree dedicate al gioco, alla socializzazione e all’infanzia sono ben distribuite rispetto alla popolazione residente. Questo rappresenta una scelta urbanistica coerente con un’attenzione ai più piccoli e con un’idea di città a misura di famiglia.

Restano critiche le performance sul fronte della mobilità sostenibile. Nessun dato significativo su piste ciclabili o car sharing, e 728 auto ogni 1.000 abitanti, valore tra i più alti d’Italia. I servizi di trasporto pubblico non risultano particolarmente sviluppati, segno di una forte dipendenza dal mezzo privato.

Anche sulla raccolta differenziata, L’Aquila non raggiunge la soglia del 65% fissata dalla normativa italiana. Il ritardo è condiviso da molti capoluoghi del Centro-Sud, ma pone comunque una questione di adeguamento agli standard UE.

Non si può dire che L’Aquila stia ancora correndo per essere una città più verde, connessa e circolare. Il potenziale c’è, ma va messo a sistema con una strategia urbanistica e ambientale più ambiziosa.



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