Dalle aule universitarie alle piazze, L’Aquila si mobilita in difesa di Flotilla e Gaza

Il collegio docenti del D'Aosta osserva un minuto di silenzio per le vittime

di Alessio Ludovici | 02 Ottobre 2025 @ 09:56 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Dopo i fatti della notte, con l’abbordaggio degli attivisti della Global Sumud Flotilla, mattinata mobilitazione anche a L’Aquila. Due assemblea parallele, la prima all’Università degli studi dell’Aquila, nel Polo di Scienze umane, dove gli studenti hanno interrotto le lezioni per riunirsi in assemblea straordinaria. In contemporanea, anche al Gran Sasso Science Institute si è svolta un’assemblea con ricercatori e precari, e una delegazione del Gssi ha poi raggiunto i colleghi riuniti all’Univaq.

UNIVAQ. L’aula di Scienze umane era gremita: studenti di Lettere, Economia e Scienze della formazione hanno affollato i banchi, affiancati da alcuni docenti che hanno contribuito al dibattito, invitando a leggere la guerra e la crisi internazionale come parte di un quadro che tocca da vicino anche l’università.

“Dobbiamo dare assolutamente continuità a tutto quello che abbiamo fatto durante queste settimane – ha detto Giorgio Bruno, dell’ Udu L’Aquila – perché la complicità in un genocidio non può essere espressa anche in un luogo del sapere, che deve essere di per sé un luogo di pace”. Bruno ha ricordato la raccolta firme per estendere a tutto l’Ateneo la delibera già votata dal Dipartimento di Scienze umane contro gli accordi con aziende produttrici di armi e con enti legati all’occupazione della Palestina: “Vogliamo anche potenziare i canali con le università palestinesi – ha aggiunto – e continueremo a mobilitarci finché non arriveranno aiuti umanitari concreti”.

GSSI. Dal Gssi è arrivata la voce di Giulio Breglia, dell’assemblea precaria: “Noi rivendichiamo la priorità del diritto internazionale e la necessità di fermare immediatamente il genocidio”. Ma l’intervento si è spostato anche sulle condizioni interne agli atenei: “Le università sono parte di un processo di militarizzazione: buona parte dei fondi europei della prossima programmazione andranno al dual use. In un contesto di precarietà e definanziamenti, non possiamo che opporci a un sistema che lega quanto accade in Palestina a quello che viviamo ogni giorno nelle università, nei luoghi di lavoro e nelle scuole”.

PIAZZA REGINA MARGHERITA. Nel pomeriggio, piazza Regina Margherita, ieri pomeriggio, ha fatto ospitato un nuovo sit-in promosso dai collettivi cittadini, sempre in solidarietà con la popolazione palestinese e con la Global Sumud Flotilla. Davanti a striscioni e cartelli, dal microfono sono arrivate parole dure contro il Governo italiano, accusato di “continuare a comportarsi come una fedele colonia americana” mentre “il popolo palestinese subisce carestie, ingiustizie e oppressioni”.

Gli interventi hanno insistito sulla necessità di interrompere gli accordi commerciali con Israele e di imporre sanzioni, prendendo le distanze anche dagli Stati Uniti. “Il piano di pace di Trump – è stato detto – è solo il compimento del progetto coloniale israelo-americano”. Nel mirino dei manifestanti anche l’atteggiamento del governo Meloni e le parole del vicepremier Antonio Tajani che, di recente a Porta a Porta, ha affermato, proprio in riferimento all’intervento di Israele sulle imbarcazioni della Flotilla che “il diritto internazionale è importante fino a un certo punto”. Di qui, il commento ironico di alcuni manifestanti a sottolineare che: “il diritto internazionale non conta quando entrano in gioco interessi economici e geopolitici”.

Di qui l’appello a “reagire insieme e prendere posizione”, ribadendo che anche all’Aquila, come in altre città italiane, la protesta non intende fermarsi. Intanto, domani, è in programma una manifestazione provinciale all’Aquila, sostenuta da alcuni sindacati. La partenza è prevista a Colle Sapone dalle 9.30. Il percorso prevede un passaggio per Viale Gran Sasso, Corso Vittorio Emanuele I, Corso Federico II e Villa Comunale. Il Comune dell’Aquila, a tal proposito, invita i cittadini a muoversi in auto su percorsi alternativi.

IIS D’AOSTA. Contemporaneamente, il collegio docenti dell’Iis d’Aosta ha omaggiato le vittime di Gaza con un minuto di silenzio. La proposta è arrivata da alcuni docenti e fatta propria dalla dirigente Maria Chiara Marola, che ha chiesto ai docenti di alzarsi in piedi. Un omaggio osservato all’unanimità. Nel discorso la preside ha ricordato le vittime, i feriti e tutta la popolazione civile di Gaza, ricordando la definizione di genocidio fatta propria dall’Onu e auspicando al più presto una soluzione di pace. Marola aveva richiamato l’attenzione su Gaza condannando le violenze anche nel corso della commemorazione dei nove martiri aquilani tenuta alla presenza del sindaco, del prefetto e di altre autorità e associazioni, di studenti delle classi quinte dell’istituto e di altre scuole, nell’atrio dell’istituto, lo scorso 23 settembre. In quell’occasione i ragazzi sono stati esortarti all’indignazione e all’impegno per la pace.




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