Avezzano: svolta nella cura dello scompenso cardiaco
di Redazione | 03 Ottobre 2025 @ 16:32 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
AVEZZANO – Una nuova frontiera per il trattamento dello scompenso cardiaco arriva dalla Cardiologia dell’Ospedale di Avezzano, dove è stato impiantato per la prima volta in Abruzzo, nell’ambito della sanità pubblica, un innovativo dispositivo per la terapia di modulazione della contrattilità cardiaca (CCM).
L’intervento è stato eseguito dal prof. Francesco Vetta, direttore dell’unità operativa complessa di Cardiologia, che ha aderito a uno studio nazionale multicentrico riservato a centri di eccellenza, riconoscendo al presidio marsicano un ruolo di riferimento a livello regionale.
Il dispositivo CCM, simile a un pacemaker, si distingue per un’importante innovazione: può essere ricaricato elettricamente dall’esterno, in autonomia dal paziente, anche a domicilio, offrendo una gestione più agevole e meno invasiva.
A differenza dei pacemaker tradizionali, che agiscono sulla fase di contrazione del cuore, la terapia CCM interviene sulla fase di rilassamento, potenziando la contrattilità miocardica senza aumentare il consumo di ossigeno. Questo consente un significativo miglioramento della funzione cardiaca, della qualità della vita dei pazienti e una riduzione delle ospedalizzazioni.
“I dati clinici sono eccellenti – afferma il prof. Vetta – e confermano l’efficacia del trattamento come valido strumento per contrastare lo scompenso cardiaco, una patologia sempre più diffusa nel nostro Paese”.
In Italia si stima che oltre un milione di persone soffra di scompenso cardiaco, con una prevalenza che supera il 10% tra gli over 70.
Negli ultimi anni, la Cardiologia dell’ospedale di Avezzano ha registrato una notevole crescita in termini di attività e innovazione. Tra le iniziative più rilevanti:
- l’attivazione dell’ambulatorio per lo scompenso cardiaco, con circa 500 prestazioni l’anno;
- l’ambulatorio per l’amiloidosi cardiaca, per il quale il presidio è centro di riferimento regionale;
- l’ambulatorio per l’aritmia (150 prestazioni annue);
- l’introduzione della telemedicina per il controllo a distanza dei dispositivi impiantati (circa 1.500 prestazioni all’anno).
L’équipe medica di elettrofisiologia cardiaca è composta, oltre che dal prof. Vetta, anche dai dottori Michele Carrozza e Cristiana Ippoliti, con il supporto del personale infermieristico formato da Nazzareno Sangiacomo, Chiara Sineri, Emiliana Pietropaoli e Fabrizio Falcioni.
L’innovazione introdotta rappresenta un ulteriore passo avanti per la sanità pubblica abruzzese, confermando il ruolo dell’Ospedale di Avezzano come polo di eccellenza per la cura delle patologie cardiovascolari.


