A L’Aquila l’installazione site specific di Spazio Genesi

“E poi quando tutto è a posto, si riprende la macchina o un altro aereo”

di Redazione | 21 Ottobre 2025 @ 12:02 | EVENTI

Un viaggio visivo tra memoria, formazione e linguaggio. Mercoledì 29 ottobre, alle ore 18, presso la Galleria Commerciale di via Roma all’Aquila, Spazio Genesi presenta “E poi quando tutto è a posto, si riprende la macchina o un altro aereo”, un’installazione d’arte contemporanea che indaga il rapporto tra il richiesto e il necessario in luoghi “sottratti e sospesi”.

L’opera, composta da due video proiezioni, nasce da un lavoro corale dell’associazione Spazio Genesi — interfaccia tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e la città — e rappresenta una riflessione sul processo formativo come spazio di autodeterminazione e di sperimentazione artistica condivisa.

Per Spazio Genesi il concetto di formazione è alla base di ciascuna esperienza realizzata, si tratta di uno strumento centrale in grado di indirizzare e guidare gli individui verso un lento e personale processo di autodeterminazione.

L’associazione si costituisce sin dalle proprie origini in quanto zona franca entro cui poter testare con mano gli strumenti offerti dal sistema formativo odierno, focalizzandosi prettamente entro gli orditi del settore artistico e culturale.

A circa un anno dal primo progetto ufficiale, Spazio Genesi sceglie di proporre un’installazione site specific che sia in grado di rendere visibile quanto emerso nel corso degli studi effettuati collettivamente. Non si tratta di una mera manifestazione tangibile di quanto accaduto nel corso del primo anno di attività, ossia un’esposizione sterile di documentazione video-fotografica relativa alle mostre e agli eventi promossi ma piuttosto un assemblaggio linguistico, una necessaria catalogazione mnemonica, una riproposizione visiva di quanto esperito.

Il progetto espositivo ideato, costituito da due video proiezioni, raccoglie delle tracce verbo-visive capaci di narrare il percorso che ha portato l’associazione e gli operatori culturali coinvolti verso un progressivo processo di individuazione personale e collettivo.

Le parole che compongono l’opera si fanno tangibili, dando forma ai contenuti che hanno attraversato l’area espositiva dell’associazione; materiale impalpabile ed al contempo in grado di produrre memorie e narrazioni divergenti. Il titolo selezionato per la video-installazione fa riferimento ad una citazione dello storico dell’arte e curatore Harald Szeemann (1933-2005) relativa ad un approccio “sensuale” all’arte che si fonda sul fare e produrre esperienze che vanno al di là della mera realizzazione e divulgazione.

Alla base vi è l’intento di produrre un effimero condiviso, un corpo linguistico costituito da umani inciampi e fragili ossessioni.

L’installazione sarà fruibile fino a sabato 15 novembre su appuntamento.



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