“La montagna è il mio mondo”: al CAI L’Aquila un omaggio a Gaston Rebuffat
L’alpinista venuto dal mare
di Sabrina Giangrande | 09 Novembre 2025 @ 05:31 | CULTURA
L’AQUILA – Nella serata di venerdì 7 novembre, la sede del CAI L’Aquila ha ospitato la presentazione del volume “La montagna è il mio mondo”, biografia del celebre alpinista francese Gaston Rebuffat, curata dalla moglie Françoise. L’iniziativa rientra nel ciclo di incontri “Parole nel vento”, parte integrante del progetto “L’Aquila città che legge 2025” promosso dal Comune dell’Aquila.
Il libro raccoglie scritti e riflessioni di Rebuffat, figura eclettica del grande alpinismo del secondo dopoguerra: guida alpina, scalatore, scrittore e cineasta, capace di unire rigore tecnico e sensibilità poetica nel raccontare la montagna come luogo di libertà e armonia.
L’introduzione è stata affidata al presidente della sezione aquilana del Club Alpino Italiano, Ugo Marinucci, che ha ringraziato il numeroso pubblico intervenuto e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della serata. A seguire, Vincenzo Brancadoro, alpinista e socio storico del sodalizio, ha ricordato l’importanza di questi appuntamenti culturali, sottolineando come “la prima biblioteca riaperta in città dopo il sisma del 2009 sia stata proprio quella del CAI”, simbolo di una rinascita anche attraverso i libri.
La presentazione, condotta da Antonio Massena, autore della postfazione al volume e presidente della Commissione Centrale Cultura del Club Alpino Italiano, è stata impreziosita da letture sceniche e momenti musicali grazie alla collaborazione tra il CAI L’Aquila e il Conservatorio “A. Casella”.
Sotto la regia teatrale e il coordinamento artistico di Maria Cristina Giambruno, gli attori Massimo Sconci e Claudia Muzi, entrambi aquilani, hanno dato voce ad alcuni brani tratti dal libro, alternandosi alle intense esecuzioni al violoncello di Elisa Ferrari, che ha interpretato il Preludio, la Sarabanda e la Giga dalla Prima Suite di Johann Sebastian Bach.
«Questo libro lo amo – ha detto Massena durante il suo intervento –. Il primo volume che acquistai di Rebuffat fu Neve e rocce del Monte Bianco: essere qui stasera è per me motivo di grande orgoglio e di profondo attaccamento verso questa figura unica».
La serata si è arricchita anche di un contributo video curato dal regista Luca Cococcetta, presente in sala, con la proiezione di immagini e sequenze tratte da Étoiles et Tempêtes e da altri filmati d’epoca che raccontano l’estetica visiva e la grazia tecnica dell’alpinista-regista francese, capace di trasformare la discesa da una parete in una danza leggera sulla neve. Rebuffat, spesso definito “il clown degli alpinisti” per il suo spirito ironico e la capacità di emozionare con leggerezza, fu anche consulente tecnico per il film “Il terzo uomo della montagna”, prodotto da Walt Disney.
L’incontro si è concluso con una nuova esecuzione al violoncello di Elisa Ferrari, accolta da un caloroso applauso del pubblico che ha riempito la sede del CAI.
Un omaggio raffinato e sentito a uno dei grandi interpreti della cultura della montagna, capace di raccontare – con parole, immagini e musica – la poesia del limite e dell’altitudine.








