Gran Sasso, ricerche difficili per il 44enne polacco scomparso: l’appello della famiglia
di Redazione | 27 Novembre 2025 @ 15:20 | CRONACA
La scomparsa di Karol Brożek, cittadino polacco di 44 anni, continua a suscitare forte allarme sull’altopiano di Campo Imperatore, dove da giorni è in corso un’intensa attività di ricerca. L’uomo, partito dalla Polonia per trascorrere alcuni giorni in Abruzzo, aveva raggiunto il massiccio del Gran Sasso a bordo di un camper preso a noleggio e accompagnato dai suoi due cani, con cui condivideva buona parte delle sue giornate – è quanto si legge in una notizia diramata nella giornata odierna dell’ANSA –
Il veicolo è stato ritrovato nei pressi delle pendici del Corno Grande, parcheggiato in una zona utilizzata spesso dagli escursionisti. All’interno sono stati rinvenuti oggetti personali e un telefono cellulare, ma il numero associato al dispositivo non corrisponde a quello comunicato in fase di noleggio. Questo dettaglio ha fatto emergere il dubbio che Brożek potesse avere con sé un secondo apparecchio, attualmente non raggiungibile.
Le ultime immagini disponibili che lo ritraggono risalgono al 19 novembre: una telecamera di sorveglianza collocata vicino all’area di sosta mostra Brożek mentre si allontana a piedi, seguito dai due cani, diretto verso i percorsi montani. Nelle immagini appare senza abbigliamento tecnico adeguato, un elemento che accentua la preoccupazione degli investigatori, soprattutto considerando l’improvviso peggioramento del clima in quota.
Le condizioni meteorologiche degli ultimi giorni stanno rendendo il lavoro dei soccorritori particolarmente complesso. Raffiche di vento, nevicate insistenti e una visibilità quasi nulla hanno impedito l’impiego degli elicotteri, costringendo le squadre a muoversi solo via terra. Le operazioni procedono con cautela su terreni ghiacciati e poco stabili, rallentando ulteriormente ogni tentativo di individuare indizi utili.
Nel frattempo la famiglia del 44enne segue da lontano la situazione con profonda angoscia. La sorella gemella, Diana Brożek, che vive nel nord della Polonia, ha diffuso un messaggio sui social per attirare l’attenzione sul caso. Nel suo appello ha chiesto a chiunque si trovi nella zona o abbia informazioni di condividere ogni dettaglio che possa aiutare a ricostruire i movimenti del fratello. Per ampliare la portata dell’appello ha rilanciato articoli e testimonianze, sperando in un riscontro che possa indirizzare le ricerche. “La sua ultima chiamata risale al 18 novembre: con i nostri genitori aveva contatti irregolari, quindi diversi giorni senza nessuna notizia da parte sua non erano affatto insoliti”. Così la donna ha ricostruito gli ultimi contatti con il fratello e i passi successivi della famiglia dopo il ritrovamento del camper in quota.
“La notizia del ritrovamento del camper ci è arrivata lunedì sera tramite la società di noleggio. Martedì abbiamo presentato una denuncia ufficiale di scomparsa alla polizia e abbiamo anche contattato l’ambasciata polacca in Italia. Mio fratello”, ha chiarito, “vive in Polonia. È partito per un viaggio in Europa a fine ottobre. Ha pubblicato due post sulla pagina Facebook del progetto @morskiepsy, dove racconta alcune soste, come sul lago di Como”.
Il progetto morskiePsy è legato alla sua attività cinofila in Polonia, con una scuola per cani, servizi di asilo e hotel dedicati agli animali. Brożek aveva costruito un percorso professionale che univa due ambiti a lui molto cari: la programmazione, campo nel quale lavorava come ingegnere del software, e l’addestramento dei cani, attività che seguiva con dedizione.


