Sulmona, attivisti No Snam entrano nel cantiere di Case Pente
di Redazione | 23 Dicembre 2025 @ 17:31 | ATTUALITA'
SULMONA – Blitz di protesta questa mattina nel cantiere di Case Pente, a Sulmona, dove è in costruzione la centrale di compressione Snam. Quattro attivisti del movimento No Snam – Mario Pizzola, Alba Silvani, Emilio Secchiatti e Daniela Colaberardino – sono entrati nell’area dei lavori e hanno inscenato un’azione simbolica legata alle festività.
Al centro dell’iniziativa un albero di Natale allestito, secondo quanto riferito dagli attivisti, su una collina artificiale visibile anche a distanza. “La Snam ha avuto un bel pensiero per la città – sostengono – ma si è dimenticata di mettere sotto l’albero i doni per i cittadini. A questo abbiamo rimediato noi”, spiegano, riferendo di aver portato pacchi regalo con scritte come “aria inquinata”, “distruzione ambientale”, “scempio archeologico”, “attenzione rischio esplosioni”. “Sono questi i veri pacchi che la Snam sta rifilando al nostro territorio”, aggiungono.
Nel comunicato diffuso, il movimento ribadisce le proprie contestazioni: l’impatto sull’aria e sulla salute pubblica in una valle interessata dal fenomeno dell’inversione termica; la trasformazione di un’area verde di 12 ettari ai confini del Parco nazionale della Maiella; l’interruzione di un tratto del corridoio faunistico dell’orso bruno marsicano; l’abbattimento “illegale” di 317 ulivi. Viene inoltre richiamata la perdita di presunte evidenze archeologiche, con riferimento a un insediamento dell’età del Bronzo, e il tema della sicurezza, citando il rischio di incidenti ed esplosioni e ricordando l’episodio di Mutignano di Pineto del marzo 2015.
Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, che ha identificato i quattro attivisti e due giornalisti presenti. Secondo quanto riportato, gli agenti avrebbero contestato l’ingresso in un cantiere operativo definendolo “un’azione illegale” e avrebbero ordinato di abbandonare l’area.
“Abbiamo piena consapevolezza del fatto che stiamo violando la legge, ma non è la prima volta che lo facciamo – afferma Mario Pizzola –. Siamo costretti ad attuare la disobbedienza civile perché tutti i nostri esposti sulle illegalità compiute dalla Snam sono stati ignorati”. Nel testo, gli attivisti sostengono inoltre che “chi sta violando la legge è la Snam”, affermando che il cantiere sarebbe stato avviato “senza adempiere alle prescrizioni obbligatorie del decreto VIA” e che i lavori proseguirebbero “con una autorizzazione decaduta”.
Dopo alcune ore, i quattro sono scesi dalla collina e sono usciti dal cantiere. Il movimento annuncia che la protesta contro la centrale e il metanodotto “Linea Adriatica”, portata avanti da anni, “non si ferma” e ribadisce la richiesta di bloccare quella che definisce “un’opera dannosa, pericolosa e inutile”.


