Romano e Pietrucci su Dogane e Monopoli: “Declassamento del capoluogo”

di Redazione | 26 Dicembre 2025 @ 13:14 | POLITICA
Romano e Pietrucci su Dogane e Monopoli: “Declassamento del capoluogo”

L’AQUILA – “L’Aquila è oggi l’unico capoluogo di regione in Italia ad essere stato declassato”. È la tesi al centro di una dura presa di posizione sulla riorganizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dopo il comunicato congiunto diffuso dal Comune dell’Aquila e dalla Direzione territoriale Lazio e Abruzzo dell’Agenzia, che rivendicava un “rafforzamento” dell’Area territoriale del capoluogo.

Secondo la nota critica, il testo istituzionale avrebbe un’impostazione prevalentemente “rassicurante” e, a una lettura attenta, finirebbe per confermare la sostanza del problema: “L’Aquila non è più un centro decisionale, ma una semplice Area territoriale subordinata a una Direzione collocata altrove”. Un “arretramento istituzionale evidente”, viene sottolineato, che non sarebbe compensato dall’elenco delle funzioni assegnate alla sede.

Nel mirino anche l’assetto organizzativo risultante dalla riforma, definito uno “spezzatino interno agli uffici”, con una struttura “sfilacciata e frammentata” e priva di una visione unitaria. La critica evidenzia inoltre lo squilibrio tra sedi: “L’Aquila si ritrova con l’Antifrode e quattro posizioni organizzative, a fronte delle nove di Pescara”, elemento che, secondo la ricostruzione, renderebbe debole l’idea di un reale potenziamento.

Un altro punto riguarda l’Ufficio Tecnico, considerato “una trovata prevalentemente comunicativa”: “La sede è a Roma, con un distaccamento di pochissime unità a L’Aquila e un dirigente costretto a dividersi tra la Capitale e il capoluogo abruzzese”. In questo quadro, si contesta anche l’enfasi sul ruolo di vicario attribuito al dirigente: “Una supplenza non è una direzione”, viene ribadito, come ulteriore conferma del fatto che le scelte strategiche verrebbero assunte altrove.

La nota richiama infine i disagi per operatori economici e utenti, sostenendo che alcune attività ordinarie richiederebbero spostamenti verso Pescara. Se i disservizi, si afferma, non sarebbero ancora esplosi in tutta la loro portata, ciò dipenderebbe “dal senso di responsabilità e dalla disponibilità dei dipendenti”.

Nel passaggio conclusivo, viene annunciata la prosecuzione dell’iniziativa politica e istituzionale: “Continueremo a chiedere con forza di fermare l’attuazione di questa riforma o, quantomeno, di riconoscere – attraverso le norme di prossima approvazione in Parlamento – la particolarità e la fragilità del territorio aquilano”, ancora impegnato, si sottolinea, nel percorso di ricostruzione post-sisma 2009 e 2016.



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