Abruzzo in cifre 2025: lavoro in ripresa, ma industria ed export rallentano

di Alessio Ludovici | 03 Gennaio 2026 @ 06:00 | ATTUALITA'
Abruzzo, turismo da record nel 2025: presenze oltre 8,8 milioni, cresce il mercato estero

L’AQUILA – Il capitolo economico del rapporto “Abruzzo in cifre 2025” restituisce un’immagine meno uniforme rispetto a quella demografica. Se da un lato il mercato del lavoro mostra segnali di miglioramento, dall’altro persistono debolezze strutturali che riguardano industria, commercio ed export.

Occupazione in crescita e calo degli inattivi

Nel 2024 il tasso di occupazione regionale sale fino al 62,08%, in aumento rispetto agli anni precedenti e sostanzialmente in linea con il dato nazionale. Il miglioramento è accompagnato da una riduzione del numero degli inattivi, soprattutto nella componente maschile, segnale di una maggiore partecipazione al mercato del lavoro dopo la fase più critica del periodo pandemico.

Anche nella provincia dell’Aquila il tasso di occupazione cresce, superando la media regionale e attestandosi oltre il 63%, un dato che conferma una dinamica positiva sul fronte del lavoro, pur in un contesto economico complessivamente fragile.

Imprese, industria ed export: segnali di debolezza strutturale

Il rapporto segnala una lieve ripresa del numero di unità locali attive nel 2024, dopo anni di contrazione. La struttura produttiva abruzzese resta però fragile e fortemente polarizzata, con una concentrazione di imprese nei servizi e una base industriale limitata, soprattutto nelle aree interne. La provincia dell’Aquila continua a collocarsi agli ultimi posti in regione per numero complessivo di imprese.

Sul fronte dell’export, il 2024 registra un rallentamento significativo. Le esportazioni abruzzesi diminuiscono di oltre 730 milioni di euro rispetto all’anno precedente, pur mantenendo un saldo commerciale ancora positivo. Il dato riflette sia il contesto internazionale incerto sia la vulnerabilità di un sistema produttivo poco diversificato.

Commercio e turismo: andamenti divergenti

Il commercio tradizionale continua a soffrire, soprattutto nei centri minori, dove la riduzione della popolazione e dei consumi incide direttamente sulla tenuta delle attività. Diverso l’andamento del turismo, che mostra segnali di crescita rispetto al periodo post-pandemico, trainato in particolare dal turismo montano, naturalistico e culturale.

Secondo “Abruzzo in cifre 2025”, l’aumento delle presenze non è ancora sufficiente a compensare le fragilità strutturali dell’economia regionale, ma rappresenta uno dei pochi comparti con margini di sviluppo nel medio periodo.

Nel complesso, il rapporto fotografa un’Abruzzo che lavora di più ma produce con difficoltà: l’occupazione cresce, ma industria ed export rallentano; il turismo offre opportunità, mentre commercio e imprese restano sotto pressione. Una dinamica che rende più urgente la necessità di trasformare la ripresa del lavoro in sviluppo economico stabile e duraturo.



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