San Basilio e San Gregorio: una celebrazione di fede

Sapienza e comunità nel Monastero aquilano

di Sabrina Giangrande | 03 Gennaio 2026 @ 07:12 | CULTURA

L’AQUILA – Si è svolta ieri, 2 gennaio, nel Monastero San Basilio, nel cuore del centro storico dell’Aquila, la solenne celebrazione dedicata a San Basilio Magno e San Gregorio, presieduta dall’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila S.E. Monsignor Antonio D’Angelo, alla presenza delle monache Benedettine Celestine, delle postulanti, dei fedeli legati alla comunità monastica e di una rappresentanza dei volontari di MissiOn Amici di San Basilio.

San Basilio Magno è il titolare del Monastero, fondato in origine secondo l’osservanza benedettina e passato all’osservanza celestina verso la fine del Cinquecento, in una città – L’Aquila – che è patria della Perdonanza Celestiniana. Figura centrale della storia della Chiesa, Basilio è riconosciuto come padre del monachesimo orientale e, secondo gli storici, esercitò una profonda influenza anche sul monachesimo occidentale, in particolare su San Benedetto.

La Regola di San Basilio, o meglio l’insieme delle sue “Regole”, fonda una visione di vita monastica incentrata sulla preghiera comunitaria scandita durante la giornata, sul lavoro manuale per il sostentamento, sullo studio delle “Scritture” e su una carità concreta vissuta a servizio dei poveri e dei bisognosi. Un modello di comunità viva, inserita nel tessuto umano e sociale, lontana dall’isolamento eremitico e orientata alla costruzione di una vera e propria “Città di Dio”, la celebre Basiliade. L’obiettivo resta la perfezione cristiana, attraverso il distacco dalle passioni, la temperanza e l’obbedienza alla “Parola”.

Durante l’omelia, celebrata in forma raccolta nel suggestivo coro ligneo laterale della chiesa, l’Arcivescovo ha richiamato i temi centrali delle letture, sottolineando come «dove c’è semplicità, lì c’è la sapienza di Dio» e invitando i presenti a «cercare il gusto della santità». Monsignor D’Angelo ha inoltre rivolto un augurio di buon anno alla comunità, ricordando come, nella ricorrenza della Giornata della Pace, «il mistero dell’amore di Dio è chiamato a diventare irradiazione di amore verso le persone che ci sono accanto».

Insieme all’Arcivescovo, erano presenti anche: don Carmelo Pagano Le Rose, don Serafino Lo Iacono, don Girolamo Dello Iacono e don Luca Capannolo.

A suggellare il senso profondo della celebrazione, le parole di San Basilio risuonavano come un programma di vita: «Un albero è conosciuto per i suoi frutti, un uomo per le sue azioni. Una buona azione non è mai perduta. Colui che semina cortesia miete amicizia, colui che pianta gentilezza raccoglie amore».

Al termine della celebrazione, in un clima di semplicità e fraternità, le monache hanno voluto ringraziare gli intervenuti offrendo un piccolo buffet, preparato con cura dalle loro mani, segno concreto di quella ospitalità e carità che da secoli abitano le mura del Monastero San Basilio.



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