Campo Imperatore, boom di presenze ma servizi in affanno: le proposte per migliorare l’accoglienza

di Alessio Ludovici | 04 Gennaio 2026 @ 06:00 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Il successo in termini di presenze a Campo Imperatore è sotto gli occhi di tutti, ma non può essere letto solo attraverso i dati. A sostenerlo è Ezio Di Cintio, ex forestale e oggi membro della segreteria nazionale della Ferfa, che in un intervento pubblico affianca all’entusiasmo per l’affluenza una lunga serie di osservazioni critiche.

“In questi giorni si esulta per i numeri col botto del comprensorio sciistico – osserva – e la soddisfazione è comprensibile. Ma basta spostare lo sguardo dalla contabilità all’esperienza concreta dei visitatori per scoprire il rovescio della medaglia”.

Secondo Di Cintio, il quadro che emerge è quello di una stazione ancora segnata da problemi strutturali e organizzativi. “Campo Imperatore continua a mostrare il volto di una realtà incompiuta”, afferma, indicando come primo nodo la viabilità: “La statale 17 bis verso Fonte Cerreto e l’uscita A24 di Assergi sono regolarmente teatro di code chilometriche”.

Una volta arrivati, aggiunge, “il viavai si trasforma in un percorso a ostacoli”. Le file alla biglietteria “si mescolano a quelle per l’imbarco sulla funivia, creando un unico, snervante groviglio umano”. Anche la permanenza diventa complicata: “Al rifugio Le Fontari, una semplice pausa caffè o pranzo diventa un’impresa”.

Tra i punti più critici indicati c’è il parcheggio Simoncelli. “È un campionato di creatività selvaggia – denuncia – con auto parcheggiate in ogni direzione, anche per l’assenza di strisce di delimitazione”. Di Cintio segnala anche “parcheggi fuori legge su marciapiedi e aiuole” e il fatto che “qualcuno abbia persino spostato il nastro bianco e rosso posizionato dai Carabinieri Forestali pur di farsi largo”, una situazione che, a suo avviso, “mina sicurezza e accessibilità”.

Sul tema delle grandi opere incompiute, Di Cintio distingue le responsabilità. “Per la scala mobile, l’albergo di Campo Imperatore o i paravalanghe non si può addossare la colpa a un solo soggetto”, riconosce, ricordando i vincoli temporali imposti dall’Ente Parco. Ma è sulla gestione quotidiana che insiste: “Di fronte ai problemi di ogni giorno, la domanda è semplice: non si poteva prevedere e organizzare meglio?”.

Da qui le proposte. “Perché non spostare la biglietteria al parcheggio Simoncelli, separando chi deve acquistare lo skipass da chi deve solo imbarcarsi?”, chiede. E ancora: “Si potrebbero allestire tornelli dedicati per le giornate di punta” e “spostare la macchinetta per l’obliterazione prima dell’ingresso alla funivia, evitando la frustrazione di arrivare in cima alla fila e scoprire di non poter salire”. Per i ristori, suggerisce “l’apertura temporanea di un altro bar o chalet nella zona dei tornelli della Scindarella”.

Il giudizio si fa ancora più severo sui servizi essenziali. “Con numeri del genere non è accettabile che non esista un presidio medico fisso”, afferma. “I servizi igienici sono pochi e spesso inadeguati: così l’emergenza rischia di diventare normalità”.

Di Cintio chiarisce che il suo intervento “non vuole essere una polemica sterile”, ma “uno stimolo”. Il boom di presenze, sostiene, “è un’opportunità d’oro, la prova che il potenziale c’è”. Ma avverte, “se non si investe sull’organizzazione dei flussi, sulla viabilità e sui servizi di base, questo successo rischia di trasformarsi in un boomerang di immagine”.

“Investire sull’organizzazione logistica e sull’intelligenza dei flussi è importante quanto investire sugli impianti”, conclude. Solo così, secondo Di Cintio, Campo Imperatore potrà smettere di essere “una perla incompiuta e caotica” e diventare “una realtà turistica matura, capace di offrire non solo neve, ma un’esperienza complessiva positiva, fluida e sicura”.



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