Auguri a Mons. Giuseppe Molinari, 88 anni di fede e amore per L’Aquila
di Fausto D'Addario | 11 Gennaio 2026 @ 19:38 | CREDERE OGGI
Un pensiero affettuoso e riconoscente che si fa preghiera per Mons. Giuseppe Molinari nel giorno del suo 88esimo compleanno. Per molti, ancora oggi, semplicemente don Giuseppe: un pastore che ha camminato accanto alla sua gente nei giorni luminosi e, soprattutto, in quelli più bui.
Giuseppe Molinari nasce a Scoppito l’11 gennaio 1938. La sua storia è profondamente intrecciata con quella dell’Abruzzo e dell’Aquila, Chiesa che ha amato e servito con discrezione, fermezza e uno sguardo sempre rivolto alla speranza. Dall’8 giugno 2013 è arcivescovo emerito di L’Aquila, ma il suo legame con questa terra resta vivo e profondo.
Il 30 settembre 1989 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Rieti. L’8 dicembre riceve l’ordinazione episcopale e il 6 gennaio 1990 prende possesso della diocesi. È l’inizio di un ministero segnato da dedizione e ascolto.
Il 16 marzo 1996 lo stesso Pontefice lo chiama all’Aquila come arcivescovo coadiutore; il 6 giugno 1998 diventa arcivescovo, ricevendo il pallio il 29 giugno nella Basilica di San Pietro. Mons. Molinari è stato anche membro della Commissione episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese della CEI, portando sempre con sé uno stile pastorale sobrio, concreto, profondamente evangelico.
Poi arriva la notte che segna per sempre la città e la sua Chiesa: il 6 aprile 2009. Mons. Molinari sopravvive al crollo di parte del Palazzo arcivescovile durante il violento terremoto che miete 309 vittime. «Mi sento un miracolato come molti aquilani», diceva. E quello che divenne il suo programma di vita: «Signore, grazie di questa seconda vita. Aiutami a viverla bene, amando te, amando i fratelli e guardando avanti con fiducia e con speranza».
Pochi giorni dopo, il 28 aprile 2009, accoglie papa Benedetto XVI in visita ai terremotati. Tra i momenti più toccanti di quel pontificato resta la sosta del Papa alla Basilica di Collemaggio: lo sguardo attento sull’edificio ferito, l’urna di San Celestino V, il pallio deposto come segno silenzioso e profetico. Un gesto che parlò al mondo intero, nel cuore di una città ferita.
Durante e dopo il terremoto, Mons. Molinari guida la diocesi nella fase più difficile della ricostruzione. Riprende le visite pastorali, richiama all’unità, non smette di denunciare il rischio che i riflettori sulla tragedia si spengano troppo presto. Invita gli aquilani a riscoprire i valori veri, guardando anche all’esperienza di altre terre colpite dai terremoti, come il Friuli, e leggendo nella tragedia un’occasione per interrogarsi sul senso profondo della vita.
Il 18 maggio 2011 erige la chiesa di San Pietro della Ienca, tanto cara a San Giovanni Paolo II, in Santuario diocesano “Beato Giovanni Paolo II”, riconoscendo quel luogo come spazio di contemplazione di Dio a contatto con la natura.
L’8 giugno 2013 papa Francesco accoglie la sua rinuncia per raggiunti limiti di età. Gli s쳭e Giuseppe Petrocchi, ma Mons. Molinari resta amministratore apostolico fino all’ingresso del nuovo arcivescovo, continuando a servire con lo stesso spirito di sempre.
Oggi, nel giorno del suo 88esimo compleanno, L’Aquila e la sua Chiesa gli dicono semplicemente grazie. Grazie per una vita donata, per una fede vissuta con semplicità, per una speranza custodita anche tra le macerie. Gli auguri diventano preghiera: perché il Signore lo accompagni ancora, come ha fatto finora, e perché il suo esempio continui a parlare al cuore di questa terra che tanto ama.



