La coperta transumante, un filo che unisce l’Abruzzo

La coperta transumante, un progetto artistico e sociale nato a Pietranico che viaggia tra i borghi abruzzesi, intrecciando lana e storie di donne forti e gentili

di Fausto D'Addario | 22 Gennaio 2026 @ 06:00 | CULTURA
La coperta transumante, un filo che unisce l’Abruzzo

Avete sentito parlare del tappeto volante? Sì, bene. Ma della coperta transumante?
Qui in Abruzzo non si vola per magia, ma si cammina insieme, punto dopo punto, lungo le strade della memoria e della condivisione, seguendo un filo che attraversa i borghi e tiene strette le persone.

La coperta transumante è certamente una bellissima opera tessile. Ma c’è qualcosa di più intrecciato in quei fili. Un progetto artistico e sociale nato a Pietranico (Pe), dove donne operose e mani sapienti, armate di uncinetto e pazienza, danno vita a coperte simboliche che viaggiano tra le comunità. Un viaggio che richiama la tradizione della lana e della pastorizia abruzzese, rievocando la transumanza, in questo caso non con le greggi al seguito, ma con i gesti antichi del fare insieme, come ci ha raccontato Emilia, che ora gestisce la pagina Facebook creata dal padre, “Bariscianotti cittadini del mondo”.

La coperta è partita da Pietranico, per poi arrivare nell’aquilano: Popoli Terme, Vittorito, Pratola Peligna e Collepietro, arricchendosi tappa dopo tappa di nuovi colori, storie, incontri. Ogni “mattonella” è un frammento di vita, ogni punto custodisce passioni, confidenze, risate e tempo condiviso, quello prezioso che oggi sembra sempre mancare e che qui diventa materia viva.

Un ringraziamento speciale non può che andare alle donne di Barisciano, le instancabili uncinettine, che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa. Anche loro hanno intrecciato il proprio sapere a questo grande racconto collettivo, contribuendo a rendere la coperta un vero filo che ci unisce sapientemente al futuro.

Dietro l’idea c’è Mirella Masciulli, di Pietranico, ideatrice del progetto Coperta Transumante. Mirella racconta che tutto è nato dal desiderio di unire due passioni profonde: quella per l’uncinetto e quella per la sua terra, dove la transumanza è parte integrante della storia. Da qui la domanda semplice e potentissima: perché non farla rivivere?
Così, attraverso un filo, una mattonella all’uncinetto, una coperta, è nata un’opera capace di radunare tutte le “greggi” operose e sapienti: donne forti e gentili, custodi di una tradizione che si rinnova senza perdere l’anima.

Il progetto continua a crescere anche nei momenti di incontro e condivisione. Giovedì 22 alle 15:30, tutte le uncinettine provenienti dai borghi che hanno partecipato alla coperta si ritroveranno a Barisciano, presso la sala consiliare del Comune. Un’occasione preziosa per incontrarsi, conoscersi e ascoltare da vicino la storia, anzi le tante storie, di questo progetto che parla di tradizioni ritrovate, piccoli lavori manuali e cultura. Perché, nella sua apparente semplicità, tutto questo è veramente arte.

E lo sguardo è già rivolto avanti: tra le proposte per il prossimo anno, l’idea suggestiva di fare un intero albero di Natale all’uncinetto, simbolo di comunità, calore e speranza.

In Abruzzo, intanto, la coperta continua il suo cammino. Non vola, è vero, ma unisce e racconta. E forse è proprio questo il viaggio più bello.



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