Abruzzo, nuova rete cure palliative: centro pediatrico a Pescara
di Redazione | 11 Febbraio 2026 @ 15:01 | ATTUALITA'
La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì, ha approvato l’aggiornamento della rete delle cure palliative e istituito, presso l’Unità operativa complessa Hospice e Cure Palliative della Asl di Pescara, il Centro di riferimento regionale per la terapia del dolore e le cure palliative pediatriche.
Il provvedimento recepisce le indicazioni dell’Agenas e punta al potenziamento dell’attuale rete regionale, con l’ampliamento entro il 2028 dei posti letto da 58 a 100. L’obiettivo sarà raggiunto attraverso l’attivazione di quattro nuove strutture nell’area Peligna, nel Vastese, in provincia di Pescara e in provincia di Teramo. Le nuove realtà si affiancheranno agli hospice già operativi a Pescina, L’Aquila, Lanciano, Torrevecchia Teatina, Pescara e Teramo.
Centro regionale pediatrico e presa in carico globale
La struttura di Pescara, inserita nel presidio ospedaliero che dispone già di terapia intensiva pediatrica, chirurgia pediatrica, oncoematologia pediatrica e del Centro di coordinamento regionale per le Malattie rare – oltre a un appartamento di degenza per le famiglie – assumerà il ruolo di centro di riferimento per i pazienti pediatrici.
“La Rete di Cure Palliative e Terapia del Dolore Pediatrica – si legge nel documento tecnico allegato alla delibera, elaborato dal Servizio Assistenza Ospedaliera e Medicina Convenzionata del Dipartimento Sanità – è costituita da un insieme integrato e funzionalmente coordinato di attività clinico-assistenziali rivolte ai minori affetti da patologie complesse, croniche, evolutive o inguaribili. Essa garantisce la presa in carico globale e continuativa a bambine, bambini e adolescenti, attraverso l’erogazione di interventi nei diversi setting assistenziali – ospedaliero, domiciliare, ambulatoriale e residenziale – all’interno di un ambito territoriale e ospedaliero definito a livello regionale”.
La rete pediatrica si fonda su un approccio multidisciplinare e multidimensionale che riconosce la centralità del minore e della sua famiglia, promuove l’autodeterminazione compatibile con età e sviluppo e garantisce interventi personalizzati orientati alla qualità della vita, al sollievo dalla sofferenza e al rispetto della dignità.
Diagnosi precoce e bisogni in aumento
Fondamentale resta la diagnosi tempestiva. “Riconoscere precocemente i bisogni di cure palliative, già alla comparsa dei primi segni e sintomi – prosegue il documento – significa offrire al paziente e alla sua famiglia un percorso di accompagnamento più umano, rispettoso e attento. Intervenire in tempo permette di evitare l’intervento solo nelle fasi finali della malattia, quando il tempo è ormai limitato e le opportunità di sollievo sono ridotte. Una presa in carico tempestiva è un gesto di responsabilità e vicinanza, che restituisce dignità e qualità alla vita, anche nei momenti di maggiore vulnerabilità della persona”.
Gli ultimi dati disponibili evidenziano come il bisogno di cure palliative specialistiche sia in costante aumento: l’incidenza è stimata in 18 minori su 100mila abitanti, di cui 3 con patologia oncologica e 15 con patologie non oncologiche. Per l’Abruzzo si stima un fabbisogno di circa 229 minori l’anno.
A livello generale, includendo anche i pazienti adulti, negli ultimi anni alle prese in carico per patologie oncologiche si sono affiancate quelle per diagnosi non oncologiche, come malattie cardiovascolari, broncopneumopatia cronica ostruttiva, Hiv e Aids, diabete mellito, malattia renale, Alzheimer e altre demenze, cirrosi epatica e morbo di Parkinson.


