Bit Milano: Abruzzo tra benessere certificato e borghi autentici

di Redazione | 12 Febbraio 2026 @ 15:58 | ATTUALITA'

Terzo e ultimo giorno alla Bit di Milano. L’area eventi dello stand Abruzzo ha ospitato due progetti turistici che declinano in modo diverso il concetto di territorio, tra qualità della vita e valorizzazione dei borghi.

“Abruzzo Benessere”, verso la certificazione

La prima iniziativa è “Abruzzo Benessere”, progetto avviato dopo l’approvazione nel 2020 della legge regionale “Abruzzo regione del benessere”. L’obiettivo del legislatore, che ha affidato la realizzazione all’ex Arta Abruzzo ora Arpa, è promuovere un modello di regione capace di offrire servizi di qualità sotto il profilo culturale, ambientale, alimentare e salutare, fino ad arrivare a una certificazione basata sugli standard garantiti.

A illustrare lo stato dell’arte è stato l’ex assessore regionale al Turismo, Massimo Desiati, che ha parlato di un progetto a buon punto. È attualmente aperta la fase di indagine presso strutture alberghiere, ricettive e di ristorazione per verificarne la disponibilità a rispettare specifiche condizioni: rimozione delle barriere architettoniche, manutenzione periodica di impianti e apparecchiature, efficientamento energetico, riduzione dei consumi di metano, energia elettrica e acqua, adozione di menù con prodotti tipici locali e biologici e utilizzo di tecniche di cottura a ridotto contenuto di grassi.

“Un’altra idea di stare”, i borghi come comunità

Il secondo appuntamento ha posto l’attenzione su territorio e borghi con il progetto “Un’altra idea di stare”, promosso dall’associazione nazionale Borghi Autentici.

L’iniziativa mira a valorizzare il fattore umano che anima i borghi italiani, spostando l’attenzione dal “borgo cartolina” alla comunità ospitale, capace di trattenere i residenti e accogliere cittadini temporanei. L’esperimento prevede azioni volte a misurare la “capacità di comunità” dei singoli centri.

In Abruzzo i comuni coinvolti sono tre: Sante Marie, Scontrone e Fara San Martino. I sindaci dei tre centri hanno raccontato l’esperienza di comunità che sostiene l’idea del cittadino “di stare”, scegliendo di non abbandonare il proprio territorio.



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