Un paragone inatteso: il curioso caso delle 99 Cannelle citate su un giornale valdostano

di Alessio Ludovici | 25 Febbraio 2026 @ 16:48 | ATTUALITA'

L’AQUILA – Certe volte il valore delle cose lo capisci solo quando lo vedi da lontano. S쳭e che in Valle d’Aosta, in un articolo pubblicato dalla testata Gazzetta Matin/Aosta News, nel pieno di una discussione politica sull’École hôtelière di Châtillon e sui numerosi cambi alla direzione, compaia un paragone inatteso: “Se L’Aquila ha la Fontana delle 99 Cannelle, Châtillon ha la scuola dai 1.000 direttori”.
Una battuta, certo. Un artificio retorico per rendere l’idea di una moltiplicazione eccessiva. Ma dentro quella frase c’è qualcosa di più interessante della polemica alpina, almeno per noi.
C’è il fatto che la fontana delle 99 Cannelle venga utilizzata come termine di paragone senza bisogno di spiegazioni. Nessuna nota a margine e nessuna descrizione. Il monumento simbolo dell’Aquila entra in una discussione politica a centinaia di chilometri di distanza come se fosse un riferimento condiviso, autoevidente e comprensibile a chiunque.
È questo il dato, seppur minore, che colpisce.
Le “99 cannelle” non sono soltanto una fontana medievale nel cuore della città. Sono diventate una formula, una cifra evocativa, un numero-simbolo capace di funzionare anche fuori dal proprio territorio e nel lessico comune. Come accade con il Colosseo per Roma o con la Torre di Pisa per la Toscana, il nome basta da solo a costruire un’immagine.
Per gli aquilani è una curiosità che fa sorridere. Presi dall’abitudine però, non sempre ci rendiamo conto del valore dei nostri simboli, spesso li diamo per scontati, li consideriamo patrimonio esclusivamente locale. Poi capita che qualcuno, a centinaia di chilometri di distanza, li usi come termine di paragone universale.



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