Comuni montani, i sindaci al Comitato per la Legislazione: “Vogliamo tornare alla vecchia classificazione”
di Redazione | 26 Febbraio 2026 @ 18:14 | ATTUALITA'
Si è svolta nel pomeriggio l’audizione davanti al Comitato per la Legislazione della Regione Abruzzo, presieduto da Carla Mannetti, durante la quale diversi primi cittadini hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti della legge nazionale n. 131/2025, che ha rideterminato i criteri per la classificazione dei comuni montani.
A intervenire sono stati i sindaci di Bolognano, Castilenti, Rocca Scalegna, Furci, Montefino e Molina Aterno, che hanno chiesto un passo indietro rispetto alla nuova normativa.
Fondo montagne e vecchia classificazione
“La redazione di un disegno di legge è in corso e non riguarda solo la normativa sulla montagna ma anche le aree interne e i Comuni coinvolti dalla legge 131”, ha dichiarato Mannetti al termine della seduta.
La presidente ha inoltre ricordato, come già sottolineato dall’assessore Roberto Santangelo e dal presidente Marco Marsilio, che nell’Accordo della Conferenza Unificata sarà lasciata una finestra per destinare risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit), di competenza regionale, anche ai Comuni esclusi ma rientranti nella precedente classificazione prevista dalla legge n. 991 del 25 luglio 1952.
Dimensionamento scolastico e legge sull’Appennino
Altro tema affrontato è stato quello del dimensionamento scolastico. “Il Comitato si farà portatore presso l’assessore Santangelo di questi timori, chiedendo la convocazione di un tavolo”, ha spiegato Mannetti, sottolineando la possibilità di deroghe tramite il servizio scolastico regionale alla normativa nazionale.
Infine, si è discusso del lavoro del gruppo interistituzionale Giunta-Consiglio impegnato nella stesura di una legge quadro sull’Appennino abruzzese. “È stato fatto un primo passo con l’analisi della normativa esistente a livello regionale e nazionale. Come componenti del Comitato stiamo lavorando direttamente alla stesura di alcune norme che saranno poi consegnate agli assessori competenti”, ha concluso la presidente.
Un confronto che conferma l’attenzione delle istituzioni regionali verso le aree interne e montane, alle prese con nuove sfide normative e con la necessità di tutele adeguate.


