Medio Oriente, allarme di Confcommercio Abruzzo

di Redazione | 06 Marzo 2026 @ 12:15 | ATTUALITA'

“La crisi in Medio Oriente sta colpendo in modo pesantissimo le nostre imprese e le famiglie abruzzesi. L’aumento repentino del carburante è un segnale preoccupante”. A lanciare l’allarme è il presidente regionale di Confcommercio e di Federalberghi Abruzzo, Giammarco Giovannelli, che evidenzia i rischi per l’economia regionale.

Secondo Giovannelli sono a forte rischio sia l’export sia il turismo d’affari verso i Paesi coinvolti, direttamente o indirettamente, nel conflitto, come Emirati Arabi, Iran, Libano, Turchia ed Egitto: mercati considerati strategici per molte attività economiche abruzzesi.

Carburanti in aumento e costi in crescita per le imprese

“Si tratta di un ulteriore aggravio sui costi fissi delle imprese. L’aumento repentino del carburante”, dichiara Giovannelli, “ha messo in allarme gran parte delle attività commerciali abruzzesi”.

Al momento è difficile stimare con precisione l’impatto sull’intero comparto regionale, ma i prezzi di diesel e benzina stanno registrando aumenti molto rapidi. Un effetto domino che si ripercuote sulla produzione e sull’approvvigionamento delle materie prime.

Secondo il presidente di Confcommercio Abruzzo esiste anche il rischio di un blocco nell’arrivo di materie prime e nella distribuzione nelle catene alimentari di prodotti importanti esportati da tutto il quadrante mediorientale. Alcune aziende commerciali abruzzesi, in particolare nel settore del mobile, che possiedono filiali commerciali e produttive in Medio Oriente hanno già programmato una riduzione della produzione e degli ordinativi.

Export e turismo d’affari sotto pressione

Alla situazione economica si aggiunge la paralisi del turismo d’affari da e verso le destinazioni interessate dal conflitto. “È indispensabile che il Governo italiano mantenga la barra dritta contro qualsiasi tipo di escalation del conflitto che, oltre a colpire direttamente i popoli coinvolti, mette a rischio la produzione, le esportazioni commerciali e il Pil italiano”, sottolinea Giovannelli.

Secondo Confcommercio Abruzzo il conflitto in Medio Oriente interessa un’area strategica per l’economia italiana e abruzzese, sia per la fornitura di commodities energetiche sia per le vendite di prodotti made in Italy.

“Un prolungamento della guerra”, prosegue Giovannelli, “alza l’incertezza per le imprese, compromettendo la ripresa degli investimenti e accentuando la frenata del mercato del lavoro. Il blocco dello stretto di Hormuz riduce l’offerta mondiale di petrolio e di Gnl, generando spinte al rialzo dei prezzi dell’energia con un significativo impatto recessivo sulle nostre aziende, che già stanno soffrendo”.

I mercati del Medio Oriente per l’Abruzzo

Nonostante le preoccupazioni, l’export abruzzese verso il Medio Oriente è in crescita. “L’export abruzzese è in aumento nel mercato mediorientale, con un incremento dei saldi dei prodotti esportati nei primi undici mesi del 2025”, evidenzia Giovannelli.

L’Abruzzo si conferma infatti tra le regioni italiane più performanti per quanto riguarda le esportazioni nell’area. Il primo mercato a livello nazionale è quello degli Emirati Arabi, con 9.135 milioni di euro di esportazioni e una crescita del 18,5% nell’ultimo anno.

L’Arabia Saudita rappresenta il secondo mercato del Medio Oriente con 6.320 milioni di euro di prodotti esportati e un incremento del 3,7% nel 2025. Il Kuwait assorbe invece 1.861 milioni di euro di export, con una crescita del 57,2% rispetto al 2024, mentre il Libano è un altro mercato in espansione con 971 milioni di euro di export e un aumento del 18,5% su scala nazionale.



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