Vivarelli (Fesica-Confsal Abruzzo): “Basta vessazioni contro i lavoratori già poveri”
di Redazione | 10 Marzo 2026 @ 12:09 | POLITICA
La denuncia del sindacato: “Misure pesantissime su redditi minimi”
L’AQUILA – “In Abruzzo cresce l’allarme per pignoramenti e fermi amministrativi che colpiscono lavoratori con redditi bassissimi, spesso già al limite della sopravvivenza economica”. A denunciare la situazione è Marcello Vivarelli, segretario regionale Fesica-Confsal Abruzzo, che parla di “vessazioni continue ai danni dei lavoratori più fragili”.
Secondo quanto riferito dal sindacato, si registrerebbero casi di lavoratori con redditi anche di 500 euro al mese che, per il ritardo nel pagamento di una rata di un prestito o di un debito, subirebbero misure come pignoramenti e fermi amministrativi delle automobili, oltre alla segnalazione come cattivi pagatori nei sistemi creditizi. Tali procedure, evidenzia la nota, sarebbero avviate anche tramite l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Le dichiarazioni di Vivarelli e il contesto economico
“Stiamo assistendo anche in Abruzzo a una vera e propria guerra contro i lavoratori già poveri da parte dell’Agenzia delle Entrate – denuncia Vivarelli –. Parliamo di persone che vivono con stipendi da 500 euro al mese e che, per una rata pagata in ritardo, si vedono bloccare o pignorare l’automobile, cioè il mezzo con cui spesso riescono ad andare a lavorare”.
Vivarelli richiama il contesto di difficoltà economica: “Oggi i costi per vivere sono diventati insostenibili. Tra affitti, bollette, carburante e spese essenziali, anche ciò che resta della classe media è in forte difficoltà. Ma la situazione è diventata ancora più pesante a causa della guerra, delle speculazioni sui prezzi dell’energia e dell’aumento generalizzato del costo della vita, che stanno colpendo in modo devastante proprio chi ha redditi più bassi”.
Focus sulle aree interne: “Senza auto si perde anche il lavoro”
Particolarmente critico, secondo il sindacalista, è l’impatto dei fermi amministrativi nelle aree interne, dove le alternative di trasporto sarebbero spesso limitate.
“Bloccare l’auto a un lavoratore povero significa spesso impedirgli di raggiungere il posto di lavoro – spiega Vivarelli –. È una misura che finisce per trasformarsi in una vera e propria vessazione. Pensiamo ai tanti precari che devono spostarsi ogni giorno o alle donne sole con figli a carico, che già vivono una situazione economica difficilissima”.
La richiesta: “Intervento politico immediato”
Per la Fesica-Confsal Abruzzo è necessario un intervento politico per evitare che queste situazioni si trasformino in una spirale di esclusione sociale.
“Non è accettabile che, in un contesto segnato da inflazione, salari bassissimi e precarietà diffusa, si continuino a colpire sempre gli stessi – conclude Vivarelli –. Servono regole più giuste e soprattutto la fine di queste vessazioni continue contro chi vive già in condizioni di estrema difficoltà”.


