Abruzzo: imprese femminili tra solidità e difficoltà. Nel 2025 calo più marcato

di Redazione | 11 Marzo 2026 @ 10:07 | ATTUALITA'
Abruzzo: imprese femminili tra solidità e difficoltà. Nel 2025 calo più marcato

Il quadro regionale 2025

L’Abruzzo si conferma la terza regione per incidenza di imprese femminili. Una presenza che, pur mostrando elementi di maggiore solidità strutturale rispetto ad altre componenti del sistema produttivo, evidenzia una dinamica negativa più accentuata e una concentrazione in comparti mediamente a più bassa marginalità.

Il 2025 si chiude con 35.965 imprese femminili registrate in Abruzzo (2,5% delle imprese italiane), di cui 31.582 attive; entrambe rappresentano il 2,8% delle imprese femminili italiane. La distribuzione provinciale vede Chieti al primo posto con il 33% delle registrate e il 34% delle attive, seguita da Teramo (24% per entrambe), Pescara (23% registrate e 24% attive) e L’Aquila (20% registrate e 19% attive).

Permane, inoltre, un divario di genere significativo: per le donne risulta più complesso superare ostacoli strutturali e difficoltà personali nel percorso di consolidamento e prospettiva delle attività economiche.

Natalità e mortalità: saldo negativo e contrazioni superiori al totale imprese

Nel confronto con il 2024, a fronte di una sostanziale tenuta a livello nazionale, in Abruzzo si rilevano contrazioni delle imprese femminili più marcate rispetto a quelle complessive: la riduzione è di 600 unità sia tra le registrate sia tra le attive, pari a una flessione del 2%, peggiore di quella registrata nello stesso periodo dal totale delle imprese regionali (-1%). La contrazione più accentuata si osserva a Teramo (-3%), seguono L’Aquila (-2%), Chieti (-2% registrate e -1% attive) e Pescara (-1%).

Considerando l’impatto sullo stock di fine 2024 di nuove iscrizioni e cancellazioni non d’ufficio, nel 2025 si registrano 1.832 nuove imprese e 2.427 cancellazioni, con un saldo negativo di 595 unità. I relativi tassi risultano: iscrizione 5,01 (inferiore al 6,56 medio nazionale), cancellazione 6,64 (inferiore al 7,48 italiano) e crescita -1,63 (peggiore del -0,92 del Paese).

I tassi di crescita sono negativi in tutte le province. L’Aquila e Teramo evidenziano valori particolarmente bassi soprattutto per l’elevata incidenza delle cessazioni; Chieti mostra un maggiore contenimento delle cancellazioni ma anche il più ridotto apporto di nuove iscrizioni; Pescara registra, invece, l’andamento migliore sul fronte delle nuove imprese.

Settori e tendenze territoriali: peso dell’agricoltura e cali nei comparti tradizionali

La distribuzione per settore di attività evidenzia in regione una quota di imprese agricole più consistente della media nazionale (22% contro 14%). Analoghe le incidenze delle manifatturiere (7%) e delle edili (4%), mentre risultano inferiori quelle delle commerciali (21% contro 24%) e, soprattutto, del terziario non commerciale (39% contro 45%).

A livello provinciale spiccano: a Chieti le imprese femminili agricole (34% del totale regionale femminile), a Teramo le manifatturiere (11%), a L’Aquila le edili (6%) e quelle di servizi non commerciali (23%), a Pescara le imprese commerciali (24%). Nel complesso, l’imprenditoria femminile assume una connotazione terziaria a L’Aquila e Pescara, industriale in senso ampio a Teramo e agricola a Chieti.

Tra le tipologie di servizi prevalgono l’alloggio e ristorazione (10% del totale delle imprese femminili, sia in Abruzzo che in Italia), le attività amministrative e i servizi di supporto (4% contro il 5% medio nazionale) e le attività immobiliari (3% a fronte del 6% nazionale). Si segnalano, inoltre, incidenze particolarmente elevate a L’Aquila per alloggio e ristorazione (13%) e a Pescara per informazione e comunicazione (2%) e attività professionali, scientifiche e tecniche (4%).

Rispetto al 2024, in Abruzzo cresce soltanto il numero di imprese femminili del terziario non commerciale (+2,6%; Italia: +3%). In calo, con contrazioni più accentuate della media nazionale, le agricole (-4% contro -2%), le industriali (-3% contro -2%) e le commerciali (-5% contro -4%); le edili registrano una flessione del 5%, in linea con quella italiana. Risultano particolarmente evidenti le contrazioni delle imprese femminili manifatturiere e commerciali a L’Aquila (-4% e -6%) e a Teramo (-4% e -7%), così come quelle delle edili a Chieti e Pescara (-6%), mentre l’aumento del terziario non commerciale a L’Aquila si attesta su un valore più contenuto (+2%).



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