Famiglia nel bosco, Catherine e Nathan attesi mercoledì 25 in Senato
di Fabio Iuliano | 16 Marzo 2026 @ 07:18 | POLITICA
L’AQUILA – Prima il ricorso in appello, poi gli ispettori del ministero della Giustizia all’Aquila, infine il Senato. Il caso della “famiglia nel bosco” di Palmoli entra in una settimana stretta e pesante, tra tribunali, politica e istituzioni.
La vicenda, raccontata anche dalla stampa internazionale, riguarda i tre figli della coppia anglo-australiana Catherine Birmingham e Nathan Trevellion, allontanati e collocati dal 20 novembre in una casa famiglia di Vasto su disposizione del tribunale per i minorenni dell’Aquila. Oggi la difesa, rappresentata dall’avvocata Danila Solinas, presenta reclamo in Corte d’appello per chiedere il ricongiungimento del nucleo familiare e contestare l’ultimo provvedimento adottato.
Domani, martedì, all’Aquila è previsto l’arrivo degli ispettori del ministero della Giustizia. L’invio è stato disposto dal ministro Carlo Nordio per verificare gli ultimi provvedimenti dei giudici minorili. Mercoledì 25, invece, come riportato dal quotidiano Il Centro, Catherine Birmingham e Nathan Trevellion saranno ricevuti in Senato dal presidente Ignazio La Russa insieme all’avvocata Solinas.
In un primo momento si era pensato a mercoledì 17, ma è stato lo stesso La Russa a chiarire la data in un video: “La notizia la do e la confermo ora: vedrò i genitori degli sfortunati bambini della vicenda del bosco mercoledì prossimo, dopo il referendum, con buona pace delle polemiche inutili”. Nel filmato, il presidente del Senato ricostruisce anche la vicenda della polemica nata attorno all’incontro: “Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti della sinistra, alcuni noti, alcuni a me non noti, hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia del quotidiano Il Centro che dava con una certa rilevanza l’informazione che avrei incontrato, un mercoledì, senza precisare la data, i genitori degli sfortunati bambini della cosiddetta famiglia del bosco, che è su tutti i giornali”.
La Russa aggiunge di aver espresso alla famiglia la propria solidarietà e di aver sempre mantenuto su questo tema un atteggiamento moderato: “È esattamente vero che li vedrò, ma non questo mercoledì, perché come tutti sanno questo mercoledì non c’è aula, non sarò a Roma e sono, come tutti, in attesa della data referendaria, anche volendo per fare campagna referendaria”. Quindi conclude: “Ma la cosa che mi ha veramente stupito è l’acrimonia per un’eventuale visita, adesso come in un’altra data, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso ai loro signori per incontrare privatamente chi ritiene. Se ne facciano una ragione”.
Negli ultimi sviluppi, il provvedimento del 6 marzo ha riguardato non solo l’uscita di Catherine dalla struttura protetta, ma anche il trasferimento dei bambini in un’altra comunità. In settimana potrebbe arrivare anche un nuovo pronunciamento del tribunale. A incidere sul quadro è una relazione dell’assistente sociale Veruska D’Angelo, trasmessa nei giorni scorsi, nella quale viene chiesto che i tre fratellini restino nella struttura di Vasto. Nello stesso documento emergerebbe una valutazione fortemente critica nei confronti della madre, mentre verrebbe considerato positivo l’atteggiamento del padre Nathan, anche alla luce di un incontro riservato avuto giovedì scorso.
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Una lettura contestata dalla difesa della coppia e dalla Garante nazionale per l’infanzia Marina Terragni, che hanno fornito una rappresentazione diversa delle condizioni dei bambini e della gestione del caso. Resta inoltre aperto un ulteriore fronte di tensione: l’assistente sociale ha segnalato al tribunale una presunta aggressione verbale da parte degli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella. I due legali hanno respinto l’accusa, negando qualsiasi intimidazione.
Angrisano verso Perugia
Il presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, lascerà il suo incarico ad aprile e potrebbe guidare quello di Perugia. Angrisano ha disposto la sospensione della genitorialità per la famiglia nel bosco di Palmoli, e per questo ha ricevuto, e sta ricevendo, minacce e insulti personali violentissimi. Al punto che lo Stato italiano è stato costretto a rafforzarle ulteriormente la scorta per timore per la sua incolumità. Sarà sostituita da Nicoletta Orlando, ex deputata del Pci-Pds.


